Dicono di noi

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 RUGBY: SIX NATIONS; ITALY-IRELAND

CORRIERE DELLO SPORT – Lunedì 16 marzo 2015

Lo Cicero presidente onorario Roma

Il rientro nell’impianto ‘Tre Fontane’ previsto per il 28 maggio

ROMA, 16 MAR – Il ‘Barone’ Andrea Lo Cicero sarà presidente onorario della Nuova rugby Roma, società che sta programmando un assetto a livello europeo per ospitare la franchigia romana della Celtic league, in vista dell’imminente rientro nell’impianto del ‘Tre Fontane’ previsto per il 28 maggio. Campione d’Italia nel 2001 con la Rds Rugby Roma olimpic, il ‘Barone’ assumerà anche il ruolo di collaboratore tecnico della società capitolina. Lo rende noto la stessa società.

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ROMA (ITALPRESS)© 16 marzo 2015

RUGBY: LO CICERO “AL LAVORO PER TERZA FRANCHIGIA A ROMA”
ROMA (ITALPRESS) – Portare una terza franchigia a Roma, che affianchi Zebre Parma e Treviso nel Pro12 e accolga la richiesta di grande rugby, sempre piu’ pressante, di Centro e Sud Italia. E’ il progetto di Andrea Lo Cicero, 38 anni, ex pilone della Nazionale e presidente onorario della nuova Rugby Roma, decisa a ripercorrere i fasti di un recente passato e a ribadire, nonostante l’Italia del ct Brunel non entusiasmi nel Sei Nazioni, il buon momento che sta vivendo l’ovale tricolore, in crescita per tesserati e simpatizzanti. “La federazione – spiega all’ITALPRESS il catanese, che gioco’ con i capitolini dal 1999 al 2001, vincendo uno scudetto – deve iniziare a prendere in considerazione il Sud, visto che al Nord siamo ben messi. Ed io, da buon ‘terrone’, cerchero’ di fare qualcosa con la nuova Rugby Roma, in mano ora ad un gruppo di genitori ed imprenditori che si sono messi insieme per amore dei propri figli e dello sport, per portare avanti un vivaio di 400-500 bambini”. Gia’ dall’ultimo Consiglio Federale della Fir erano attesi dei segnali che pero’ non ci sono stati, anche se recentemente il presidente Gavazzi ha parlato chiaramente di un’Italia pronta a schierare una terza franchigia nel Centro-Sud. Ipotesi, questa, che la federazione stessa scarto’ in passato: “Se succedesse ancora, sarebbe un errore che andrebbe a ricadere su tutto il movimento del rugby, che sta prendendo sempre piu’ piede al fine di creare una realta’ sociale ed un’autentica scuola di vita”.
Lo Cicero, che insegna mini rugby alla Honey Sport City di Roma, in un progetto che vede coinvolti altri campioni come Simone Perrotta (calcio) ed Alessandro Tonolli (basket), auspica un ‘via libera’ gia’ per la prossima stagione, dopo il Mondiale in Inghilterra: “E’ vero che le cose fatte di fretta di solito riescono male, pero’ se Roma avesse subito la franchigia sarebbe molto meglio, perche’ avrebbe la possibilita’ di recuperare giocatori importanti, due-tre anche di massimo livello. Se invece ci diranno di attendere due anni, aspetteremo”. Lo Cicero, infine, non crede che le figuracce degli azzurri nel Sei Nazioni possano indurre la Celtic League a mettersi di traverso: “Se ci fosse una squadra italiana in piu’ per loro sarebbe meglio in chiave introiti. Ed e’ vero che la Nazionale sta avendo un’involuzione nei risultati, pero’ l’impresa in Scozia rimane ed ha avuto tanti giocatori importanti infortunati. Ieri, per vedere Italia-Francia, all’Olimpico c’erano oltre sessantamila spettatori, piu’ pubblico di una partita di calcio di Roma o Lazio. Non ha senso, adesso, dire che tutto va male”.
(ITALPRESS).
16-Mar-15 17:11

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Rugby:Lo Cicero presidente onorario Roma

Il rientro nell’impianto ‘Tre Fontane’ previsto per il 28 maggio

(ANSA) – ROMA, 16 MAR – Il ‘Barone’ Andrea Lo Cicero sarà’ presidente onorario della Nuova Rugby Roma, società’ che sta programmando un assetto a livello europeo per ospitare la franchigia romana della Celtic League, in vista dell’imminente rientro nell’impianto del ‘Tre Fontane’ previsto per il 28 maggio. Campione d’Italia nel 2001 con la RDS Rugby Roma Olimpic, 103 caps nella nazionale italiana, selezionato nei Barbarians, il ‘Barone’ assumerà anche il ruolo di collaboratore tecnico della società romana. Lo rende noto la stessa società capitolina. ”Ho accettato con convinzione perché questa proposta mi è stata fatta da un club come la Nuova Rugby Roma, erede di un grande passato – dichiara nella nota Lo Cicero -. E’ doveroso ricordare quell’epoca in considerazione dello scudetto che ho vinto con la RDS e a fine carriera aiutare la crescita della Nuova Rugby Roma. E’ inoltre doveroso nei confronti dei genitori della Nuova Rugby Roma, per quello che hanno fatto in questi anni, e degli imprenditori che hanno sposato il loro progetto e vogliono ospitare a Roma una franchigia italiana che partecipi alla Lega Celtica. E’ giusto avere l’ambizione di accogliere la Pro 12 nella Capitale, un’occasione anche per il Centro Italia e per il Sud, che il rugby di alto livello lo vedono solo con il binocolo”. Intanto, la Nuova Rugby Roma ha consegnato al Dipartimento Sport dell’Assessorato di Roma Capitale il progetto esecutivo della prima fase per la messa in sicurezza del Tre Fontane richiesto dal bando comunale di aggiudicazione dell’impianto. ”Il documento, a firma dell’architetto Vasoli – informa sempre la società capitolina – è stato protocollato all’Ufficio Sport rispettando i principi (tempi e contenuti), dell’avviso pubblico di gara per il ripristino funzionale dell’impianto”.(ANSA).

 

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Andrea Lo Cicero, il Barone diventa presidente. Della Nuova Rugby Roma

L’ex pilone entra nell’organigramma della società capitolina. E dice la sua sulle Accademie e sulla terza franchigia

Senza far niente non sa proprio stare. Andrea Lo Cicero smessi i panni del giocatore e cimentatosi in altre avventure extra-rugby questa volta è pronto ad aiutare una realtà ovale: quella della Nuova Rugby Roma.
Il pilone siciliano sarà infatti presidente onorario e consulente tecnico, come riporta il sito del club stesso, di una società a cui non spiacerebbe – se si presentasse l’opportunità – ad entrare nel giro celtico, magari affiancando le due realtà nostrane già esistenti oppure sostituendone una.
Un progetto di non facile attuazione, ma molto ambizioso, come ha sottolineato il “Barone”  che vuole creare assieme ai nuovi proprietari del Nuova Rugby Roma un punto di riferimento per i giovani rugbisti del Centro-Sud Italia, e lo fa alla sua maniera: “Partiamo dalle Accademie, che non devono essere più federali, ma espressioni delle singole società, uno step per lanciare giovani in prima squadra. Un club che partecipa alla Lega Celtica o al campionato di Eccellenza deve avere una sua Accademia, oltre alle altre rappresentanze giovanili (…) Il modello da seguire è la Francia, dove i giocatori professionisti se li creano in casa con i Centri di Alta Formazione dei club, che sono centri di formazione  a tutti i livelli in campo sportivo, scolastico e professionale”.

In una intervista rilasciata all’Itelpress Lo Cicero spinge per una franchigia celtica al sud, a Roma: “La federazione deve iniziare a prendere in considerazione il Sud, visto che al Nord siamo ben messi. (…) E’ vero che le cose fatte di fretta di solito riescono male, però se Roma avesse subito la franchigia sarebbe molto meglio, perché avrebbe la possibilità di recuperare giocatori importanti, due-tre anche di massimo livello. Se invece ci diranno di attendere due anni, aspetteremo”.

 

la repubblica 12 dicembre 2014 ULTIMO web

Il Fatto Quotidiano - 12 dicembre 2014

corriere smentita NRR 12 dicembre 2014

 

 

Affaritaliani 10 dicembre 2014 - Dal Fronte al Parlamento web

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MESSAGGERO 8 dicembre 2014 web

il TEMPO 7 dicembre 2014 web

 

CORRIERE SERA 7 dicembre 2014CORRIERE SERA 7 dicembre 2014

Rugby, Consiglio di Stato: il “Tre Fontane” è della Nuova Rugby Roma

Lo ha stabilito con un’ordinanza  pubblicata ieri che ha respinto il ricorso della Rugby Roma Srl contro la sentenza del Tar del Lazio che il 23 dicembre dello scorso anno.

(roma.repubblica.it) Roma, 27 feb. L’impianto di rugby del Tre Fontane deve essere assegnato alla Nuova Rugby Roma Asd. Lo ha stabilito con un’ordinanza  pubblicata ieri la V Sezione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso della Rugby Roma Srl contro la sentenza del Tar del Lazio che il 23 dicembre dello scorso anno aveva motivato che il bando pubblico indetto dall’amministrazione Alemanno andava aggiudicato alla Nuova Rugby Roma Asd e non alla Rugby Roma Club Srl, già presieduta dall’ex ad di Eur Spa Riccardo Mancini, a suo tempo arrestato per le presunte tangenti della vicenda filobus. Lo rende noto, in un comunicato,  la Nuova Rugby Roma Asd.

La società nel luglio del 2012 era stata cacciata dall’amministrazione Alemanno dall’impianto del Tre Fontane, nel quartiere Eur,  che aveva concesso in custodia e guardiania la struttura a un dirigente della Rugby Roma Club, l’altra concorrente al bando, ad un canone di cinquantuno euro annui, contro gli oltre ventimila offerti dalla Nuova Rugby Roma Asd, che contava 250 iscritti alla Federazione Italiana Rugby.

Nell’ordinanza del Consiglio di Stato si legge che “ad un primo esame non sono emersi elementi tali da indurre il Collegio a discostarsi da quanto ritenuto dal giudice di primo grado con riguardo alla contestazione del punteggio attribuito alla controinteressata circa la pregressa esperienza della gestione di impianti sportivi e la organizzazione delle discipline da praticarsi nell’impianto di cui trattasi nonché alla infondatezza dei motivi di ricorso incidentale proposto dalla Rugby Roma Club”. L’amministrazione comunale, secondo i giudici,  non potrà ulteriormente differire l’esecuzione di quanto stabilito dal Tar Lazio il 3 novembre 2013 e confermato dall’ordinanza del Consiglio di Stato del 26 febbraio 2014, con cui la Rugby Roma Club è stata inoltre condannata a rimborsare le spese di giudizio pagando duemila euro sia alla Nuova Rugby Roma Asd sia al  Comune di Roma Capitale.

“E’ una vittoria che sancisce il diritto dei cittadini di fare sport senza che nessuno venga discriminato. Ora il Comune di Roma e l’assessore allo Sport Luca Pancalli – dice il presidente della Nuova Rugby Roma Roberto Barilari –  hanno l’obbligo, certificato dalla giustizia amministrativa in due gradi di giudizio, di far tornare al Tre Fontane gli oltre 160 atleti, le loro famiglie e i loro tecnici che in questi tre anni hanno dovuto affrontare notevoli disagi sportivi e economici e sono stati costretti ad allenarsi in campi di calcetto e calcio impraticabili per praticare il rugby. Nonostante questo la Nuova Rugby Roma Asd ha fatto fronte alle difficoltà partecipando con ottimi risultati a tornei italiani ed esteri, ai campionati nazionali fornendo anche atleti alle rappresentative azzurre. Avremo così la possibilità di poter continuare nel lavoro di propaganda del rugby nella città, anche inteso come valore sociale, aprendo il Tre Fontane  a realtà disagiate, come abbiamo già fatto con i ragazzi delle case famiglia del Comune”.

 

Il Tre Fontane torna alla Nuova Rugby. Il Tar annulla il bando di assegnazione

(NuovoPaeseSera.it)  Giuliano Rosciarelli – Roma, 27 feb. Lo ha confermato la quinta sezione del Consiglio di Stato confermando quanto stabilito dal Tar del Lazio il 13 novembre scorso che aveva annullato la delibera giudicando errato “il punteggio attribuito per il criterio di valutazione”. Il campo del Tre Fontane va quindi assegnato alla società Nuova Rugby Roma, la squadra che era stata estromessa per gli allenamenti e che ha avviato l’iter giudiziario.

La delibera del comune di Roma che assegnava lo storico campo di rugby del Tre Fontane alla società Rugby Roma Club, squadra vicina all’ex ad dell’Ente Eur spa Riccardo Mancini, va annullata. Lo ha confermato la quinta sezione del Consiglio di Stato confermando quanto stabilito dal Tar del Lazio il 13 novembre scorso che aveva annullato la delibera giudicando errato “il punteggio attribuito per il criterio di valutazione”. Il campo del Tre Fontane va quindi assegnato alla società Nuova Rugby Roma, la squadra che era stata estromessa per gli allenamenti e che ha avviato l’iter giudiziario.

IL FATTO- La vicenda è anche al centro di un’inchiesta della procura della capitale che ha iscritto nel registro degli indagati l’ex vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, l’ex a.d. dell’Ente Eur Spa, Riccardo Mancini, l’ex delegato del Comune allo Sport, Alessandro Cochi e altre due persone. Nel luglio del 2012 l’amministrazione Alemanno aveva assegnato l’impianto del Tre Fontane a un dirigente della Rugby Roma Club ad un canone di 51 euro annui, contro gli oltre 20 mila offerti dalla Nuova Rugby Roma. “È una vittoria che sancisce il diritto dei cittadini di fare sport senza che nessuno venga discriminato. Ora il Comune di Roma e l’assessore allo sport Luca Pancalli – ha commentato il presidente della Nuova Rugby Roma, Roberto Barilari – hanno l’obbligo, certificato dalla giustizia amministrativa in due gradi di giudizio, di far tornare al Tre Fontane gli oltre 160 atleti, le loro famiglie e i loro tecnici che in questi tre anni hanno dovuto affrontare notevoli disagi sportivi e economici e sono stati costretti ad allenarsi in campi di calcetto e calcio impraticabili per il rugby”.

Rugby: Consiglio Stato, annullare delibera sul Tre Fontane

(AGI) – Roma, 27 feb. – La delibera del comune di Roma che assegnava lo storico campo di rugby del Tre Fontane alla societa’ Rugby Roma Club, squadra vicina all’ex ad dell’Ente Eur spa Riccardo Mancini, va annullata. Lo ha confermato la quinta sezione del Consiglio di Stato confermando quanto stabilito dal Tar del Lazio il 13 novembre scorso che aveva annullato la delibera giudicando errato “il punteggio attribuito per il criterio di valutazione”. Il campo del Tre Fontane va quindi assegnato alla societa’ Nuova Rugby Roma, la squadra che era stata estromessa per gli allenamenti e che ha avviato l’iter giudiziario. La vicenda e’ anche al centro di un’inchiesta della procura della capitale che ha iscritto nel registro degli indagati l’ex vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, l’ex a.d. dell’Ente Eur Spa, Riccardo Mancini, l’ex delegato del Comune allo Sport, Alessandro Cochi e altre due persone. Nel luglio del 2012 l’amministrazione Alemanno aveva assegnato l’impianto del Tre Fontane a un dirigente della Rugby Roma Club ad un canone di 51 euro annui, contro gli oltre 20mila offerti dalla Nuova Rugby Roma. “E’ una vittoria che sancisce il diritto dei cittadini di fare sport senza che nessuno venga discriminato. Ora il Comune di Roma e l’assessore allo sport Luca Pancalli – ha commentato il presidente della Nuova Rugby Roma, Roberto Barilari – hanno l’obbligo, certificato dalla giustizia amministrativa in due gradi di giudizio, di far tornare al Tre Fontane gli oltre 160 atleti, le loro famiglie e i loro tecnici che in questi tre anni hanno dovuto affrontare notevoli disagi sportivi e economici e sono stati costretti ad allenarsi in campi di calcetto e calcio impraticabili per il rugby”. (AGI) Rmn/Cav

(ANSA)

Roma, 27 febbraio 2014 – Il Consiglio di Stato, V sezione, ha confermato l’annullamento della delibera del Campidoglio (giunta Alemanno) che assegnava provvisoriamente alla Rugby Roma Club l’impianto delle Tre Fontane. I giudici amministrativi di secondo grado, hanno fatto proprie le conclusioni del Tar del Lazio che il 13 novembre scorso aveva accolto un ricorso della Nuova Rugby Roma, società precedentemente estromessa a beneficio della Rugby Roma Club, amministrata all’ex ad dell’Ente Eur Riccardo Mancini. Il caso è al centro anche di un’inchiesta penale che vede indagati per abuso d’ufficio l’ex vicesindaco di Roma Sveva Belviso, l’ex assessore allo sport Alessandro Cochi e lo stesso Mancini. Gli accertamenti del pm Paolo Ielo avevano preso lo spunto da una denuncia della Nuova Rugby Roma che lamentava l’assegnazione dell’impianto alla Rugby Roma per 51 euro l’anno, a fronte di della propria di 24 mila euro. “E’ una vittoria – ha dichiarato il presidente della Nuova Rugby Roma, Roberto Barilari – che sancisce il diritto dei cittadini di fare sport senza che nessuno venga discriminato. Ora il Comune di Roma e l’assessore allo sport Luca Pancalli hanno l’obbligo, certificato dalla giustizia amministrativa in due gradi di giudizio, di far tornare al Tre Fontane gli oltre 160 atleti, le loro famiglie e i loro tecnici che in questi tre anni hanno dovuto affrontare notevoli disagi sportivi e economici e sono stati costretti ad allenarsi in campi di calcetto e calcio impraticabili per il rugby”. (ANSA).

Gestione Tre Fontane: vince la Nuova Rugby Roma

(Fabio Grilli – Eur Today, 27/02/2014)

Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza emessa dal TAR, respingendo l’istanza cautelare dell’ex società di Riccardo Mancini ed annullando di fatto il bando che aveva assegnato alla stessa Rugby Roma Club l’impianto

La V Sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata sull’aggiudicazione del bando di gara per il “ripristino funzionale, ampliamento e gestione impianto sportivo denominato Tre Fontane” che era stato vinto dalla Rugby Roma Club. O per dirla meglio, ha confermato la sentenza con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio aveva accolto il ricorso della Nuova Rugby Roma, annullando di fatto il bando di gara medesimo.

FINE DEL CONTENZIOSO LEGALE – La battaglia legale tra le due società che da qualche anno si stanno contendendo l’impianto sportivo più ambito dell’EUR, si è conclusa . Decisivo (ma non esclusivo) è risultato il discorso sull’attribuzione dei punteggi, con particolare riferimento alle precedenti esperienze in campo sportivo. Un aspetto non secondario, dato che entrambe le realtà nascono dalle ceneri della Rugby Roma Olympic dell’Ingegner Paolo Abbondanza. Ed anche se ad essa si richiamano, costituiscono a tutti gli effetti realtà societarie ben distinte.

NESSUNA PRECEDENTE ESPERIENZA – In tal senso è dunque stata accolta l’obiezione della società di Roberto Barilari (NNR) che parlava di “illegittimità” nell’attribuzione dei punteggi per “precedente esperienza” alla Rugby Roma Club.  A quest’ultima, all’epoca del bando presieduta da Riccardo Mancini (ex A.d. di Eur SpA), per la “precedente esperienza” erano stati attribuiti 14 punti su 20.  Ma per  la Seconda Sezione del TAR, la Rugby Roma Club risulta “priva di qualsivoglia esperienza trattandosi di società costituita nel 2011 e comunque ‘inattiva’, giusta visura camerale. Di qui la erroneità del punteggio attribuito, sull’errato presupposto di poter imputare alla controinteressata (la Rugby Roma Club) la storia e quindi l’esperienza della Rugby Roma Olympic, che è altro soggetto e nulla ha a che fare con la odierna controinteressata”.

ANNULLATO IL BANDO – La Quinta Sezione del Consiglio di stato ha semplicemente preso atto della sentenza del TAR. E “preso atto che non sono emersi elementi da indurre il Collegio a discostarsi da quanto ritenuto dal giudice di primo grado” ha respinto l’istanza cautelare della Rugby Roma Club. Annullando definitivamente il bando di gara che le aveva assegnato il Tre Fontane.“

 

VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO. UN’ALTRA META DEI GENITORI 

(27/2/2013)

La V Sezione del Consiglio di Stato ha dato ragione alla Nuova Rugby Roma Asd: siamo noi i vincitori del bando per l’assegnazione dell’impianto del Tre Fontane. Il supremo organo di giustizia amministrativa ha confermato con un’ordinanza pubblicata oggi, 26 febbraio 2014, la sentenza della II Sezione del Tar del Lazio che stabiliva che eravamo noi i vincitori della gara pubblica, respingendo il ricorso e la sospensiva chiesta dalla Rugby Roma Club e condannandola a pagare 2.000 euro a noi e altrettanti al Comune di Roma.
Un grazie a tutte le famiglie, agli atleti e ai tecnici della Nuova Rugby Roma Asd che ci sostengono. Un grazie agli avvocati che ci hanno assistito in questa lunga e difficile vicenda giudiziaria. Ecco l’ordinanza integrale.

vittoria al Consiglio di Stato

Corriere Sera - NRR allo stadio di Roma Tre Repubblica - NRR allo stadio di Roma Tre-1 GARBATELLA TODAY_ la NRR approda in VIII Municipio

 

13/02/2014 – ANSA

Rugby: palla ovale sale in cattedra a Uniroma3

(ANSA) – ROMA, 13 FEB – Far conoscere il rugby ai figli di docenti e non docenti dell’Universita’ Roma Tre e, piu’ in generale, ai figli delle famiglie che vivono nei quartieri di Roma Sud. E’ quanto accadra’ nello stadio Alfredo Berra (ex Eucalipti), in zona San Paolo a Roma, i prossimi sabato 15 febbraio e 8 marzo. L’evento arriva nel periodo clou del Sei Nazioni di rugby, quando l’Italia affrontera’ all’Olimpico prima la Scozia e poi Inghilterra. L’iniziativa e’ organizzata dal club capitolino Nuova Rugby Roma. Il programma prevede una full immersion, dalle 9,30 alle 12,30, nel mondo della palla ovale per terminare poi con il tradizionale ‘terzo tempo’, ovvero il momento conviviale di fine gara di una partita. La prima giornata, sabato 15 febbraio, sara’ dedicata ai bambini nati dal 2002 al 2008 (under 6, 8, 10 e 12). Ci saranno incontri dimostrativi e giochi di abilita’ guidati dai tecnici della Nuova Rugby Roma. La seconda giornata, l’8 marzo, sara’ dedicata ai ragazzi e alle ragazze nati dal 1996 al 2001 e atleti seniores, uomini e donne. Tra le iniziative collaterali anche la presentazione del touch rugby, la versione di questo sport dove non c’è contatto fisico.

 

Rugby al Tre Fontane: si riaprono i giochi03/01/2014 – EUR.TODAY.IT di Fabio Grilli

Depositata la sentenza del TAR, che di fatto riconosce l’arbitraria assegnazione dell’impianto. Barilari: “>LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA – “Le motivazioni confermano in pieno le ragioni per le quali la nostra società – prosegue la nota di Barillari – fin dall’emanazione della gara pubblica fatta dall’amministrazione capitolina di centrodestra, guidata dal sindaco Gianni Alemanno, si era battuta contro questo atto:  contro la cacciata dell’impianto del Tre Fontane all’Eur”. Per quanto concerne le motivazioni, il Tar “riconosce la fondatezza del ricorso della nostra società, in particolare laddove la commissione di gara aveva dato, sempre secondo il Tribunale, un’interpretazione arbitraria e un punteggio illegittimo (14 punti su 20) alla Rugby Roma Club Srl sui titoli sportivi e nessuna esperienza nella gestione di impianti sportivi” ricorda Barilari.

IL MURO DI GOMMA – Ma c’è un sassolino che il Presidente della società finora più danneggiata, sembra volersi togliere. “ Ora l’amministrazione Marino – conclude infatti Barilari – non ha più alcun alibi per non far rientrare immediatamente la Nuova Rugby Roma Asd nell’impianto dal quale era stata cacciata arbitrariamente dall’amministrazione Alemanno, nell’estate del 2012, a vantaggio della Rugby Roma Club”.

COME INIZIA LA VICENDA – E non è la prima volta che la Nuova Rugby Roma denuncia “il muro di gomma” dell’attuale amministrazione capitolina. Magari anche con un certo stupore visto che, fino alla vigilia delle elezioni, la vicenda era sembrata consumarsi tutta  nel perimetro del centrodestra. Municipale e Capitolino.  Proviamo a ricostruire. All’indomani del fallimento della storica Rugby Roma di Abbondanza, per evitare che il patrimonio tecnico giovanile si disperdesse, Roberto Barilari aveva la Nuova Rugby Roma, sperando di poter continuare ad utilizzare l’impianto del Tre Fontane. Ma la stessa idea era stata fatta propria da altri personaggi, vuoi che fossero ex giocatori come Ferruccio Tozzi o semplicemente appassionati della palla ovale, come Fabrizio Pollak, fratello di Paolo, già Presidente dell’ex Municipio XII.

IL CONTENZIOSO – L’intenzione era di mantenere il rugby nello storico impianto dell’EUR. Ma i dissapori cominciarono subito tra le quattro società create (alcune delle quale inizialmente sprovviste di atleti tesserati). Il tentativo di armonizzare i contrasti con la nomina di Riccardo Mancini non si rivelò utile, ed i dissapori continuarono. Scontentando la Nuova Rugby Roma di Barilari, all’epoca con 250 rugbisti tesserati, ovvero la società con il più importante patrimonio tecnico.

IL CENTRODESTRA – L’impianto venne quindi affidato in custodia e guardiania alla Rugby Roma, che per la circostanza battè la concorrenza di Barilari  avendo presentato un’offerta di  54 euro (mentre Barilari arrivò a metterne sul piatto 24mila). La vicenda si fece sempre più delicata, al punto che  anche una parte del centrodestra municipale provò a far chiarezza. Venne quindi presentata una mozione con la quale si chiedeva l’assegnazione dell’impianto al Municipio. Non passò per un solo voto. Addirittura i firmatari del documento del Pdl, con l’eccezione di Pietrangelo Massaro (non rieletto) si astennero dal votarlo in aula. Il giorno prima, però, in Comune si era svolta una misteriosa riunione, alla presenza del delegato allo sport capitolino Alessandro Cochi, dell’allora Presidente  municipale Pasquale Calzetta, e di gran parte del gruppo Consigliare del Pdl, incluso Paolo Pollak. Non sappiamo cosa avvenne in quella sede, ma sta di fatto che il giorno successivo, in aula, i voti necessari a sostenere quella mozione non si ottennero. E l’impianto restò in mano alla società di Riccardo Mancini, in attesa di conoscere l’esito di un bando preparato, in quello stesso periodo, da Roma Capitale. Bando dal quale risultò arbitrariamente esclusa (una sentenza del TAR lo dimostra) la società di Barilari, rea di aver presentato soltanto una copia della fideiussione bancaria.

LE PRESUNTE RESPONSABILITA’ – Questa è la storia, per la quale adesso sono in corso indagini che coinvolgono pezzi importanti del centrodestra romano, come l’ex Vice Sindaco Sveva Belviso, Riccardo Mancini, Alessandro Cochi  già delegato allo sport del Sindaco Alemanno. E ancora Bruno Campanile, ex Direttore dell’Ufficio Sport ed anche un dirigente della Coni Servizi: Diego Nepi. Tuttavia la Giunta è cambiata, sia in Campidoglio che in Municipio, eppure nulla s’è modificato. “Un muro di gomma” dichiarava tempo fa Barilari. Come al solito il tempo è galantuomo, e vedremo se aveva ragione.

 

 

repubblica 2014

 

 

 

03/01/2014 06:02 – ILTEMPO.IT

Un blasonato club del rugby «utilizzato» per aggiudicarsi il Tre Fontane

Avevano irregolarmente utilizzato la storia societaria della gloriosa Rugby Roma Olimpic, per aggiudicarsi la gestione dell’impianto sportivo Tre Fontane. Solo così la società rugbistica di Riccardo Mancini, ex braccio destro di Gianni Alemanno, era riuscita a superare il «criterio di valutazioni» che il Comune aveva previsto: una «precedente esperienza» che non aveva, in quanto il suo club era nato solo nel 2011. Una zona grigia dietro quell’area di 52mila metri quadrati, valutata 32 milioni di euro, in cui a finirci è anche la commissione che dispose l’affidamento, poiché non fece tutti i dovuti controlli. Queste, in sostanza, le conclusioni del Tar del Lazio, che il 23 dicembre scorso ha depositato la sentenza con cui a novembre ha accolto il ricorso della Nuova Rugby Roma, società sportiva esclusa dall’uso del Tre Fontane e che ora dovrebbe essere autorizzata all’uso dell’impianto. L’atto sarà depositato nell’incartamento giudiziario della Procura della Repubblica di Roma, che indaga proprio sull’affidamento dell’impianto sportivo alla società presieduta da Mancini, la Rugby Roma Club, fondata appena nel 2011 e ad oggi «inattiva». Con l’ex amministratore delegato dell’Ente Eur spa (già travolto dall’inchiesta per l’acquisto di 45 autobus della Breda Menarinibus, destinati al corridoio della mobilità per la Laurentina), sono indagati di abuso d’ufficio anche l’ex vice sindaco ora capogruppo Pdl al Comune, Sveva Belviso, l’ex consigliere con delega allo Sport Alessandro Cochi, il dirigente comunale Bruno Campanile e il dirigente del Coni Servizi Diego Nepi. Di fatto, dunque, tutto l’affaire Tre Fontane è finito in un brutto pasticcio che investe direttamente la passata amministrazione. Perché dal supposto ruolo dell’ex vice sindacato si passa a quello, non penalmente rilevante, di Fabrizio Pollak, socio fondatore con Riccardo Mancini della società di rugby e fratello di Paolo Pollak, ex presidente dell’XII Municipio e membro della Commissione sport. A questo si aggiunga che sarebbe stato lo stesso Cochi «a chiedere espressamente a Riccardo Mancini (…) di prendere direttamente in gestione l’ impianto sportivo Tre Fontane sin dal 2011 inserendosi la questione anche in un’operazione di scambio di terreni tra il Comune di Roma capitale e l’Eur spa, atteso che quest’ultima società appare rivendicare la proprietà di parte dei terreni su cui attualmente sorge l’impianto Tre Fontane». A dirlo in un esposto alla Procura è l’avvocato ed ex magistrato Ferdinando Imposimato, difensore di Roberto Barilari, presidente della Nuova Rugby Roma che si è visto soffiare da sotto il naso i campi sportivi. Secondo quanto ha denunciato, ci sarebbe stata un’operazione, con l’avallo del Campidoglio e del Coni Servizi, di inglobare il club Nuova Rugby Roma in un consorzio di altre tre associazioni sportive – tutte riconducibili a Mancini – che poi avrebbe portato all’estromissione di Barilari.

Ivan Cimmarusti


02/01/2014  – ANSA

Rugby: Tre Fontane; Nuova Roma, vittoria definitiva al Tar “Ora sindaco Marino ci faccia tornare nell’impianto”

(ANSA) – ROMA, 02 GEN – “La Sezione Seconda del Tar del Lazio ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale aveva annullato l’aggiudicazione del bando comunale alla Rugby Roma Srl, dell’ex presidente Riccardo Mancini ed ex amministratore delegato di Eur Spa. Le motivazioni confermano in pieno le ragioni per le quali la nostra societa’ fin dall’emanazione della gara pubblica fatta dall’amministrazione capitolina di centrodestra, guidata dal sindaco Gianni Alemanno, si era battuta contro questo atto, contro la cacciata dell’impianto del Tre Fontane all’Eur”. Lo afferma in una nota il presidente della Nuova Rugby Roma Asd Roberto Barilari. Il dirigente del club spiega che il Tar nelle motivazioni “riconosce la fondatezza del ricorso della nostra societa’, in particolare la’ dove la commissione di gara aveva dato, sempre secondo il Tar, un’interpretazione arbitraria e un punteggio illegittimo (14 punti su 20) alla Rugby Roma Club Srl sui titoli sportivi e nessuna esperienza nella gestione di impianti sportivi. Ora l’amministrazione Marino – conclude Barilari – non ha piu’ alcun alibi per non far rientrare immediatamente la Nuova Rugby Roma Asd nell’impianto dal quale era stata cacciata arbitrariamente dall’amministrazione Alemanno nell’estate del 2012 a vantaggio della Rugby Roma Club”. (ANSA).

02/01/2014 - www.online-news.it

RUGBY/ Vittoria definitiva al Tar per la Nuova Rugby Roma Asd

«La Sezione Seconda del Tar del Lazio ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale aveva annullato l’aggiudicazione del bando comunale alla Rugby Roma Srl, dell’ex presidente Riccardo Mancini ed ex amministratore delegato di Eur Spa. Le motivazioni confermano in pieno le ragioni per le quali la nostra società fin dall’emanazione della gara pubblica fatta dall’amministrazione capitolina di centrodestra, guidata dal sindaco Gianni Alemanno, si era battuta contro questo atto, contro la cacciata dell’impianto del Tre Fontane all’Eur». Lo afferma in una nota il presidente della Nuova Rugby Roma Asd Roberto Barilari. Il dirigente del club spiega che il Tar nelle motivazioni «riconosce la fondatezza del ricorso della nostra società, in particolare là dove la commissione di gara aveva dato, sempre secondo il Tar, un’interpretazione arbitraria e un punteggio illegittimo (14 punti su 20) alla Rugby Roma Club Srl sui titoli sportivi e nessuna esperienza nella gestione di impianti sportivi. Ora l’amministrazione Marino – conclude Barilari – non ha più alcun alibi per non far rientrare immediatamente la Nuova Rugby Roma Asd nell’impianto dal quale era stata cacciata arbitrariamente dall’amministrazione Alemanno nell’estate del 2012 a vantaggio della Rugby Roma Club».

 

IL FATTO QUOTIDIANO - Roma, martedì 19 novembre 2013 - di Luca Teolato

Roma, inchiesta su campo da rugby. Comune: “Riaffidarlo? Per ora non possiamo”

L’impianto ai tempi di Alemanno finì a un amico del sindaco. E la Procura ha indagato tra gli altri l’ex vice del Campidoglio. Ora il Tar dà di nuovo ragione al club escluso dalla gara. Ma il Campidoglio: “Aspettiamo le motivazioni perché abbiamo le mani legate”

La Nuova Rugby Roma rischia di chiudere perché non ha un campo perché l’impianto Tre Fontane, per il quale aveva fatto domanda, con Alemanno in Campidoglio finì a un club “concorrente”, guidato proprio dal braccio destro del sindaco. Nonostante le sentenze dei tribunali e nonostante le rassicurazioni del nuovo primo cittadino, Ignazio Marino. “Ci ha assicurato più volte di voler trovare una soluzione immediata – racconta il presidente della Nuova Rugby, Roberto Barilari – ritenendola una vera e propria emergenza, ma al momento abbiamo solo sentito chiacchiere”. Il Comune, con l’assessore allo Sport Luca Pancalli, spiega: “L’unica soluzione è trovare un impianto alternativo, ogni altra azione potrebbe essere rischiosa anche per l’amministrazione”. Ora la società ha vinto l’ennesima battaglia. Il Tar del Lazio ha ratificato infatti la sospensiva dell’aggiudicazione della gara comunale per la gestione dell’impianto sportivo. “Intanto però la Rugby Roma Club continua ad utilizzare i campi – dice Barilari – e i nostri ragazzi hanno disputato fuori casa le due gare interne previste. Proprio in questi giorni la Federazione ci ha chiesto cosa faremo in futuro non avendo la disponibilità di un campo. Questa situazione ormai non è più sostenibile”.

La vicenda è stata raccontata fin dall’inizio dal fattoquotidiano.it. Due pronunce del Tar hanno indicato che la Nuova Rugby dev’essere reintegrata nel bando di concorso per l’assegnazione dei campi e la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta: tra gli indagati ci sono lo stesso Riccardo Mancini (già coinvolto nella vicenda delle presunte tangenti sull’acquisto dei filobus Breda Menarini) e l’ex vicesindaco Sveva Belviso. Risultato la società – 255 tesserati, fondata da un gruppo di genitori degli atleti – è comunque ancora senza campo, nonostante sia pure iniziato il campionato. “Tra l’altro – ricorda di nuovo Barilari – la nostra proposta è stata di 2mila euro mensili a fronte dei 2300 annui offerti dalla società sportiva di Mancini“.

L’unico atto concreto dell’amministrazione capitolina per il momento è una lettera del dipartimento allo Sport, datata 3 ottobre, che nega alla Nuova Rugby il nulla osta per disputare le gare interne del campionato under 14 al Tre Fontane. “A seguito dell’ultimo pronunciamento del Tar – spiega ora Luca Pancalli, ex commissario della Figc, dirigente del Coni e ora assessore allo sport al Campidoglio – ho attivato immediatamente l’avvocatura di Roma Capitale per individuare i successivi e conseguenti passi da compiere. Dirimenti saranno le motivazioni che hanno portato alla decisione del Tar: da esse deriveranno i prossimi provvedimenti da avviare. Fermo restando che fin dall’inizio ci siamo occupati del caso ipotizzando diverse forme di intervento, prima con proposte di intese tra le parti ispirate al buon senso ma presto naufragate, poi cercando di percorrere soluzioni di tipo tecnico che ahimè hanno trovato problematiche di natura giuridico-amministrativa rivelandone quindi l’irrealizzabilità. A tutt’oggi la mia posizione resta quella della prima ora. Attuare una soluzione che ristabilisca l’equità tra i soggetti interessati e fornisca una risposta a chi non l’ha mai avuta”.

Intanto la Procura di Roma continua le indagini sulla vicenda che sembra profilare interessi extra sportivi. “Quando presentammo l’esposto in procura – denuncia Barilari – descrivemmo tutta la vicenda sin dal principio. Il primo passo, con l’avallo del Campidoglio e della Coni Servizi, era di inglobare la Nuova Rugby Roma in un consorzio con altre tre associazioni sportive, tutte legate a Riccardo Mancini. Il fine era, secondo noi, quello di estromettere la presidenza del club, così da entrare in possesso dell’impianto sportivo Tre Fontane, un’area di 52mila metri quadrati del valore di 32 milioni di euro. Una stima che risale al progetto Formula Uno, accantonato dopo che furono sollevati una serie di vincoli paesaggistici. Una vicenda che svela come dietro al rugby potrebbero esserci altri interessi. Speriamo che la magistratura faccia pienamente luce sulla vicenda”. Anche su questo, in ogni caso, indagheranno i magistrati romani.

 

Il TEMPO - Roma - giovedì 14/11/2013
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corriere sera


(AGI) Lazio Cronaca 20:27, Mercoledì 13 Novembre 2013

Rugby: Tar Lazio annulla assegnazione del campo Tre Fontane

La seconda sezione del Tar del Lazio, presieduta da Luigi Tosti ha annullato la delibera del comune di Roma che assegnava lo storico campo di rugby del Tre Fontane all’Eur alla societa’ Rugby Roma Club, squadra vicina all’ex amministratore delegato dell’ente Eur Spa, Riccardo Mancini. La vicenda ebbe inizio dalla denuncia presentata dai genitori della societa’ Nuova Rugby Roma che era stata estromessa per gli allenamenti e per le partite di campionato dal campo del Tre Fontane e dato in gestione dall’ex giunta Alemanno alla societa’ Rugby Roma Srl. (AGI) Rmn/Roc/mal (Segue)


(AGI) Lazio Cronaca 20:27, Mercoledì 13 Novembre 2013

Rugby: Tar Lazio annulla assegnazione del campo Tre Fontane

Per la vicenda la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’ex vicesindaco della capitale, Sveva Belviso, l’ex ad dell’ente Eur, Riccardo Mancini, l’ex delegato del comune allo sport, Alessandro Cochi e altre due persone.

“Il Tar del Lazio ci ha dato nuovamente ragione – ha detto il presidente della nuova Rugby Roma, Roberto Barilari – il sindaco di Roma, Ignazio Marino e l’assessore allo Sport Pancalli ci facciano rientrare subito nell’impianto rugbistico Tre Fontane dal quale ci aveva ingiustamente cacciati l’amministrazione Alemanno.

In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza la Nuova Rugby Roma torna a chiedere al sindaco di Roma Marino di revocare la delibera di assegnazione provvisoria, a nostro avviso gia’ scaduta, concessa dall’amministrazione Alemanno alla Rugby Roma Club e di farci subito rientrare nell’impianto del Tre Fontane”. (AGI) Rmn/Roc/mal

 

ANSA – Roma, 13 novembre 2013

Rugby: Nuova Rugby Roma, nuova vittoria, ci diano Tre Fontane

“Il Tar del Lazio ci ha dato nuovamente ragione. Adesso, il sindaco Ignazio Marino e l’assessore allo sport Luca Pancalli ci facciano rientrare subito nell’impianto rugbistico Tre Fontane dal quale ci aveva ingiustamente cacciati l’amministrazione Alemanno”.

Commenta così il presidente della Nuova Rugby Roma Asd, Roberto Barilari, la decisione con la quale il Tar del Lazio ha annullato l’aggiudicazione alla Rugby Roma Club della gara per la gestione dell’impianto sportivo Tre Fontane.  “Il bando, sulla cui vicenda c’è un’inchiesta della Procura, ha aggiunto Barilari – è stato così sospeso. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, come Nuova Rugby Roma Asd torniamo a chiedere al sindaco Marino e all’assessore Pancalli di revocare la delibera di assegnazione provvisoria, a nostro avviso già scaduta, e di farci subito rientrare nell’impianto dal quale siamo stati ingiustamente cacciati da oltre un anno e mezzo. Questo, al fine di garantire il rispetto di bambini e ragazzi, di genitori e tecnici della nostra società, che da un anno e mezzo sono costretti a praticare rugby su campi inadeguati per questo sport a prezzo di enormi sacrifici sportivi ed economici”. (ANSA).


ANSA – Roma, 13 novembre 2013

Rugby: Tar, nulla aggiudicazione gara gestione ‘Tre Fontane’

E’ stata annullata l’aggiudicazione alla Rugby Roma Club della gara per la gestione dell’impianto sportivo “Tre Fontane Esedra Destra-Area Rugby di Roma”. Lo ha deciso la II sezione del Tar del Lazio, presieduta da Luigi Tosti, che ha accolto il ricorso presentato dalla Asd Nuova Rugby Roma con l’assistenza degli avvocati Maria Ida Leonardo e Pier Paolo Nocito. Pubblicato il dispositivo, si attendono adesso le motivazioni della sentenza. Asd Nuova Rugby Roma chiedeva l’annullamento della Determina Dirigenziale di approvazione degli atti di gara contenente il provvedimento di aggiudicazione della stessa alla Rugby Roma Club “per il ripristino funzionale, ampliamento e gestione” dell’impianto sportivo, ma anche di tutti i verbali delle sedute di commissione di gara e del bando di gara nella parte in cui stabiliva i criteri di valutazione delle offerte tecniche ed in relativi punteggi, nonché sollecitando la condanna al risarcimento del danno. Il ricorso al Tar era una delle tappe della battaglia per la gestione dell’impianto sportivo. La Asd Nuova Rugby Roma, nel novembre 2012, aveva anche presentato un esposto in Procura lamentando di essere stata progressivamente estromessa dall’impianto sportivo in favore della Rugby Roma srl, presieduta all’epoca dall’ex amministratore dell’Ente Eur, Riccardo Mancini. Esposto, questo, che ha portato il pm Paolo Ielo a iscrivere nel registro degli indagati, per abuso d’ufficio, l’ex vicesindaco di Roma Sveva Belviso, l’ex delegato allo sport Alessandro Cochi, due funzionari comunali e anche lo stesso Mancini.(ANSA)     www.roma.repubblica.it – 13 novembre 2013

Centro sportivo”Tre fontane”: il Tar dà ragione alla Nuova rugby Roma

Accolto il ricorso della Nuova Rugby Roma. Lo stadio era stato affidato inizialmente alla Rugby Roma Club. Il presidente Barilari: “Il sindaco Marino ci faccia rientrare nell’impianto”

Annullata l’aggiudicazione alla Rugby Roma Club della gara per la gestione dell’impianto sportivo “Tre Fontane “. Lo ha deciso la II sezione del Tar del Lazio, presieduta da Luigi Tosti, che ha accolto il ricorso presentato dalla Asd Nuova Rugby Roma con l’assistenza degli avvocati Maria Ida Leonardo e Pier Paolo Nocito. Pubblicato il dispositivo, si attendono adesso le motivazioni della sentenza. Asd Nuovo Rugby Roma chiedeva l’annullamento della determina dirigenziale di approvazione degli atti di gara, contenente il provvedimento di aggiudicazione della stessa alla Rugby Roma Club “per il ripristino funzionale, ampliamento e gestione” dell’impianto sportivo. “Il Tar del Lazio ci ha dato nuovamente ragione. Il sindaco di Roma Ignazio Marino e l’assessore allo sport Luca Pancalli ci facciano rientrare subito nell’impianto rugbistico Tre Fontane, dal quale ci aveva ingiustamente cacciati l’amministrazione Alemanno”. Così il presidente della Nuova Rugby Roma Asd Roberto Barilari commentando la sentenza del Tar. “Il bando emesso dall’amministrazione Alemanno – prosegue Barilari – e sulla cui vicenda c’è un’inchiesta della Procura di Roma, che vede tra gli indagati.

L’ex vicesindaco Sveva Belviso e l’ex delegato del sindaco allo Sport Alessandro Cochi, è stato così sospeso. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, la Nuova Rugby Roma Asd torna a chiedere al sindaco Ignazio Marino e all’assessore Luca Pancalli di revocare la delibera di assegnazione provvisoria, a nostro avviso già scaduta, concessa dall’amministrazione Alemanno alla Rugby Roma Club Srl e di farci subito rientrare nell’impianto del Tre Fontane”.

Omniroma – Roma, 14 Ottobre TRE FONTANE, PANCALLI: “REVOCA PARZIALE PER DIVIDERE IMPIANTO” “Dopo circa cento giorni dall’insediamento della nuova Giunta voglio fare il punto della situazione per sottolineare quello che abbiamo trovato: una serie di emergenze catapultate sul tavolo”. Così l’assessore alla Qualità della vita, sport e benessere di Roma Capitale, Luca Pancalli, intervenendo in un incontro con i giornalisti dove si è parlato delle politiche dell’assessorato. “Una di queste emergenze, che si è presentata a più riprese – ha spiegato Pancalli – è quella relativa al Tre Fontane e Centro Rugby che è al centro di un contenzioso giuridico e sul quale c’è attenzione da parte della Procura della Repubblica. Tre Fontane rappresenta un’emergenza per il tema dei ragazzi di una delle due società ai quali non riusciamo a dare risposta circa la fruibilità di parte dell’impianto. Stiamo valutando tutte le soluzioni. Io – sottolinea Pancalli- mi sono concentrato a dare fruibilità ad almeno un campo tramite una revoca parziale ma stiamo trovando dei rallentamenti nell’iter dell’amministrazione. La revoca parziale è fattibile ma solo se si divide l’impianto in due ma per fare questo mancano ancora delle strutture come gli spogliatoi. Nel frattempo – ha concluso Pancalli – ci stiamo interrogando su altri campi a fruibilità diversificata”. *****

Corriere della Sera – Martedì 1 Ottobre 2013

corriere sera 1 ottobre 2013

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Il Tempo – Domenica 29 Settembre 2013

web IL TEMPO 29 settembre

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La Repubblica – Sabato 28 Settembre 2013

web REPUBBLICA 28 settembre A

web REPUBBLICA 28 settembre B

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La Gazzetta della Sport – Sabato 28 Settembre 2013

gazzetta

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Il Tempo – Sabato 28 Settembre 2013

web IL TEMPO 28 settembre A

web IL TEMPO 28 settembre B

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Il Messaggero – Sabato 28 Settembre 2013

web il MESSAGGERO 28 settembre

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Corriere della Sera – Sabato 28 Settembre 2013

web CORRIERE SERA 28 settembre

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Impianto rugby delle Tre Fontane

indagato l’ex vicesindaco Belviso

Sulla gestione dell’area sportiva, cinque iscritti nel registro degli indagati per abuso d’ufficio, tra cui anche l’ex assessore allo Sport Cochi e l’ex amministratore dell’Ente Eur, Riccardo Mancini

La Repubblica – Venerdì 27 Settembre 2013 Primi indagati nell’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione dello storico impianto del rugby ‘Tre Fontane’. Cinque persone sono state iscritte dal pm Paolo Ielo sul registro degli indagati per abuso d’ufficio: si tratta dell’ex vicesindaco Sveva Belviso, dell’ex delegato allo sport del Comune Alessandro Cochi, dell’ex amministratore dell’Ente Eur, Riccardo Mancini, e poi di Bruno Campanile, nella veste di direttore dell’ufficio sport del Campidoglio, e di Diego Nepi, della Coni servizi. Tutto nasce dalla denuncia presentata lo scorso anno dai legali dell’associazione dilettantistica Nuova rugby Roma, estromessa dal campo del Tre Fontane la cui gestione è stata affidata dal Comune con Alemanno, alla rugby Roma srl, vicina a Mancini, che si era aggiudicata la gara. La Nuova Rugby Roma, che vanta ben 255 iscritti e che è stata portata avanti da un gruppo di genitori che hanno voluto proseguire il lavoro senza abbandonare le professionalità della vecchia Rugby Roma Olimpic, società che qualche anno fa aveva terminato la sua attività, avrebbe offerto un canone di 24mila euro annui per la gestione del campo rispetto ai 51 euro versati dalla Rugby Roma srl. La Belviso, Cochi, Mancini e gli altri due funzionari sono stati raggiunti da un avviso di proroga delle indagini perché gli accertamenti della Procura non sono stati ancora completati. Nel documento vengono ricordati anche gli altri indagati: il funzionario del Comune Bruno Campanile e Diego Nepi, della Coni servizi. A piazzale Clodio si mantiene il più stretto riserbo sui passi da compiere e si spiega che la formalizzazione dell’accusa è stata un atto dovuto. “Attendiamo sereni l’esito degli accertamenti”, hanno commentato i legali di Riccardo Mancini. “Nei miei anni di amministrazione, oltre a gestire nella totale e assoluta trasparenza un assessorato delicato e impegnativo come i Servizi sociali, con ingentissimi livelli di spesa, non ho avuto mai alcuna delega allo sport, né, per la verità, ricordo una mia particolare passione per il rugby – ha commentato l’ex vicensindaco e ora il capogruppo Pdl in Consiglio comunale, Belviso – Aver dovuto sostituire il sindaco Alemanno in riunioni di giunta non credo possa configurare miei coinvolgimenti specifici in una vicenda tra l’altro minore e comunque ben al di fuori di ogni mio ambito di competenza. Se la magistratura ritiene comunque di dover esperire attività di approfondimento o di indagine, ben venga: collaborare è non solo mio dovere, ma soprattutto mio interesse”. Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Palumbo, vice presidente della commissione Sport e consigliere comunale Pd: “In attesa che la magistratura faccia il suo corso e che le indagini proseguano verso un giudizio chiaro e univoco, chiedo che venga immediatamente revocata la concessione all’associazione sportiva Rugby Roma”. Secondo Palumbo, “la gestione dello sport a firma Alemanno & Co” sarebbe stata “nebulosa”. “Ci auguriamo – ha concluso il consigliere – che la legalità, la trasparenza e soprattutto la corretta gestione della cosa pubblica, tornino a essere protagonisti dello sport nella capitale.”

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L’INCHIESTA SULLA GESTIONE DELLO STORICO IMPIANTO AFFIDATO DAL COMUNE ALLA RUGBY ROMA SRL

Rugby Tre Fontane, indagata l’ex vice sindaco di Roma Sveva Belviso

Accusata di abuso d’ufficio con 4 persone, tra cui l’ex assessore Cochi e Riccardo Mancini, ex ad Eur Spa

Corriere della Sera – venerdì 27 settembre 2013 ROMA – Primi indagati nell’inchiesta della procura di Roma sulla gestione dello storico impianto del rugby Tre Fontane. Cinque persone sono state iscritte dal pm Paolo Ielo sul registro degli indagati per abuso d’ufficio: si tratta dell’ex vicesindaco (nella giunta Alemanno) Sveva Belviso, dell’ex delegato allo sport del Comune Alessandro Cochi, dell’ex amministratore dell’Ente Eur, Riccardo Mancini, e poi di Bruno Campanile, nella veste di direttore dell’ufficio sport del Campidoglio, e di Diego Nepi, della Coni servizi. I cinque sono stati indagati in coincidenza con la proroga delle indagini richiesta dal pm. Tutto nasce dalla denuncia presentata lo scorso anno dai legali dell’associazione dilettantistica Nuova Rugby Roma, estromessa dal campo del Tre Fontane la cui gestione è stata affidata dal Comune, gestione Alemanno, alla Rugby Roma srl, vicina a Mancini, che si era aggiudicata la gara e disponeva dell’impianto ancora prima che le venisse formalmente assegnato. «ASSOLUTA TRASPARENZA» – «Nei miei anni di amministrazione – dice l’ex sindaco Belviso oggi capogruppo Pdl in Consiglio comunale -, oltre a gestire nella totale ed assoluta trasparenza un assessorato delicato e impegnativo come i Servizi sociali, con ingentissimi livelli di spesa, non ho avuto mai alcuna delega allo sport, né, per la verità, ricordo una mia particolare passione per il rugby. Aver dovuto sostituire il sindaco Alemanno in riunioni di giunta non credo possa configurare miei coinvolgimenti specifici in una vicenda tra l’altro minore e comunque ben al di fuori di ogni mio ambito di competenza». «Se la magistratura – continua – ritiene comunque di dover esperire attività di approfondimento o di indagine, ben venga: collaborare è non solo mio dovere, ma soprattutto mio interesse». CANONE A 51 EURO ANNUI– La Nuova Rugby Roma, che vanta ben 255 iscritti e che è stata portata avanti da un gruppo di genitori che hanno voluto proseguire il lavoro senza abbandonare le professionalità della vecchia Rugby Roma Olimpic, società che qualche anno fa aveva terminato la sua attività, avrebbe offerto un canone di 24 mila euro annui per la gestione del campo rispetto ai 51 euro versati dalla Rugby Roma srl. La Belviso, Cochi, Mancini e gli altri due funzionari sono stati raggiunti da un avviso di proroga delle indagini perché gli accertamenti della Procura non sono stati ancora completati. _____

Impianto rugby Tre Fontane, 5 indagati: c’è anche l’ex vicesindaco Belviso

il Messaggero – venerdì 27 settembre 2013 Sulla gestione dell’impianto di Rugby delle Tre Fontane all’Eur la Procura della Repubblica di Roma ha avviato un’indagine iscrivendo nel registro degli indagati per abuso d’ufficio l’ex vicesindaco di Roma Sveva Belviso, l’ex assessore allo Sport Alessandro Cochi, l’amministratore della Rugby Roma Srl Riccardo Mancini, già ex amministratore delegato di Eur Spa. L’indagine, che vede indagati anche il funzionario del Comune Bruno Campanile e Diego Nepi della Coni Servizi, è affidata al pubblico ministero Paolo Ielo, sulla base di una denuncia presentata mesi fa dall’associazione sportiva dilettantissima Nuova Rugby Roma. L’esposto. Secondo quanto sostenuto nell’esposto, questa associazione affermava di essere stata estromessa dall’uso dei campi del rugby prima ancora della scadenza della loro concessione mentre l’impianto veniva affidato alla Rugby Roma Srl di Mancini. Belviso: è mio interesse chiarire. «Nei miei anni di amministrazione, oltre a gestire nella totale ed assoluta trasparenza un assessorato delicato e impegnativo come i Servizi sociali, con ingentissimi livelli di spesa, non ho avuto mai alcuna delega allo sport, né, per la verità, ricordo una mia particolare passione per il rugby – dichiara in una nota il capogruppo Pdl in Consiglio comunale, Sveva Belviso – Aver dovuto sostituire il sindaco Alemanno in riunioni di giunta non credo possa configurare miei coinvolgimenti specifici in una vicenda tra l’altro minore e comunque ben al di fuori di ogni mio ambito di competenza. Se la magistratura ritiene comunque di dover esperire attività di approfondimento o di indagine, ben venga: collaborare è non solo mio dovere, ma soprattutto mio interesse». «Sono convinto che le indagini dimostreranno presto che Sveva Belviso è totalmente estranea alla vicenda sulla quale i pm stanno investigando. La sua iscrizione è un atto puramente dovuto. Le esprimo piena solidarietà rinnovandole la stima e la fiducia del partito». Lo afferma in un comunicato Gianni Sammarco, deputato e coordinatore di Roma del Pdl.

Venerdì 27 Settembre 2013 – 13:07
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Gestione Tre Fontane: indagati Belviso, Cochi, Mancini e due funzionari

L’accertamento riguarda la gestione dello storico impianto del rugby ‘Tre Fontane’ con l’affidamento ad una società per un canone di poche decine di euro Roma Today – Redazione – 27 settembre 2013

Primi indagati per la vicenda relativa alla gestione dell’impianto del Tre Fontane. Sono cinque le persone finite sul registro degli indagati ed i nomi sono piuttosto pesanti. Si tratta dell’ex vicesindaco Sveva Belviso, dell’ex delegato allo sport Alessandro Cochi, dell’ex amministratore dell’ente Eur Riccardo Mancini. Con loro anche altri due funzionari. Per loro l’accusa è di abuso d’ufficio.L’accertamento riguarda la gestione dello storico impianto del rugby ‘Tre Fontane’ con l’affidamento ad una società per un canone di poche decine di euro.Nei mesi scorsi all’attenzione del pubblico ministero Paolo Ielo era stata posta una denuncia da parte dell’associazione sportiva dilettantistica ‘Nuova Rugby Roma’ che opera nel settore giovanile, contra oltre 250 iscritti ed è nata per iniziativa dei genitori che non volevano disperdere il patrimonio dell’ormai scomparsa ‘Rugby Roma Olimpic’.La Belviso, Cochi e gli altri, sono stati oggetto di una proroga d’indagine. Nel documento vengono ricordati anche gli altri indagati: il funzionario del Comune Bruno Campanile e Diego Nepi, della Coni servizi. A piazzale Clodio si mantiene il più stretto riserbo sui passi da compiere e si spiega che la formalizzazione dell’accusa è stata un atto dovuto.Nell’esposto, depositato nel novembre dello scorso anno dagli avvocati Ferdinando Imposimato e Pietro Sarrocco, si chiamano in causa la Coni Servizi e Roma Capitale per un’ipotesi di abuso d’ufficio.LA NUOVA RUGBY ROMA – In sostanza, la Nuova Rugby Roma lamenta di essere stata progressivamente estromessa dagli storici campi del Tre Fontane e che, prima ancora della scadenza della loro concessione, l’impianto è stato affidato provvisoriamente alla società di Mancini, in vista del bando di assegnazione definitiva che prevede, tra l’altro, l’esecuzione di lavori di ristrutturazione e miglioria per circa due milioni di euro. Nuova Rugby Roma sostiene che per l’assegnazione provvisoria aveva offerto 24 mila euro. L’assegnazione provvisoria, secondo la denuncia “è stata firmata da un funzionario e non dalla Giunta capitolina come da regolamento, che si è limitata a ratificare la decisione circa tre mesi dopo”.SVEVA BELVISO – L’ex vice sindaco, oggi capogruppo del Pdl, spiega: “Nei miei anni di amministrazione, oltre a gestire nella totale ed assoluta trasparenza un assessorato delicato e impegnativo come i Servizi sociali, con ingentissimi livelli di spesa, non ho avuto mai alcuna delega allo sport, né, per la verità, ricordo una mia particolare passione per il rugby. Aver dovuto sostituire il sindaco Alemanno in riunioni di giunta non credo possa configurare miei coinvolgimenti specifici in una vicenda tra l’altro minore e comunque ben al di fuori di ogni mio ambito di competenza. Se la magistratura ritiene comunque di dover esperire attività di approfondimento o di indagine, ben venga: collaborare è non solo mio dovere, ma soprattutto mio interesse”.“Attendiamo sereni l’esito degli accertamenti”. Così hanno affermato i legali di Riccardo Mancini, in merito alla proroga d’indagine che ha riguardato tra gli altri l’ex amministratore dell’Ente Eur in relazione alla gestione dell’impianto sportivo delle ‘Tre Fontane’ a Roma.Secondo quanto sostenuto nell’esposto, questa associazione affermava di essere stata estromessa
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TG3 REGIONE LAZIO – venerdì 27 settembre 2013 – Edizione delle ore 19:30http://www.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-5c4b55ab-ed8f-47b8-a641-ecdda0eede04.html
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Roma, inchiesta sul rugby Tre Fontane. Indagati in 5, anche l’ex vicesindaco

La giunta comunale guidata da Alemanno assegnò gli impianti a una società al tempo presieduta da Mancini, coinvolto nella vicenda per le presunte tangenti nell’acquisto dei filobus Breda Menarini. Contestato l’abuso d’ufficio anche ad alcuni funzionari

di Luca Teolato | Il Fatto Quotidiano 27 settembre 2013

 

Spuntano i primi indagati nell’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione dell’impianto delrugby Tre Fontane all’Eur, affidato dall’amministrazione comunale – in particolare dalla giunta guidata da Gianni Alemanno – alla Rugby Roma Club, al tempo presieduta da Riccardo Mancini, coinvolto nello scandalo per le presunte tangenti dell’affaire filobus Breda Menarini. Sono 5 le persone iscritte nel registro degli indagati dal pm Paolo Ielo. L’ipotesi di reato è abuso d’ufficio. Si tratta dell’ex vicesindaco Sveva Belviso, dell’ex delegato allo sport del ComuneAlessandro Cochi, dell’ex amministratore dell’Ente Eur Riccardo Mancini, del direttore dell’ufficio sport del Campidoglio Bruno Campanile e del direttore del Coni Servizi Diego Nepi. Tutto è nato dalla denuncia presentata lo scorso anno dai legali dell’associazione dilettantistica Nuova Rugby Roma, estromessa dal campo del Tre Fontane. Finisce così all’esame degli inquirenti la storia raccontata più volte – anche a causa di alcune pronunce del Tar – dal fattoquotidiano.it. Da una parte Mancini, il potente braccio destro di Gianni Alemanno e dall’altra la Nuova Rugby Roma, società con 255 tesserati fondata da un gruppo di genitori degli atleti. Nonostante due sentenze del Tar abbiano ordinato il reintegro di quest’ultima nel bando di concorso per l’assegnazione dell’impianto, la Nuova Rugby Roma è ancora senza campo. Nella gara per l’assegnazione dell’impianto la Nuova Rugby aveva proposto di pagare un canone di 24 mila euro annui a fronte dei 2300 offerti dal Rugby Roma Club di Mancini (che li gestisce ancora oggi). “Sono anni ormai che ci battiamo per veder riconosciuti i nostri diritti – spiega Roberto Barilari, presidente della Nuova Rugby Roma – Dopo ben due sentenze del Tar che ci hanno dato ragione attendiamo ora fiduciosi che anche l’inchiesta della Procura di Roma faccia rapidamente il suo corso. Vorrei sottolineare che nonostante il cambio di amministrazione comunque noi siamo ancora senza campo e sabato prossimo inizia la prima partita di campionato”. Ed ora si potrebbe profilare anche un presunto danno erariale. “Sulla questione ora – spiega il legale della Nuova Rugby Roma, Massimiliano Colafigli – sta indagando anche la Corte dei Conti visto che la nostra offerta superava di gran lunga quella della società di Mancini. Spero che il nuovo sindaco Marino si voglia costituire parte civile nel processo, come ha già dichiarato di voler fare. Difficile però conciliare tale volontà con il totale immobilismo da parte del Comune di Roma sulla vicenda. Nonostante la Federazione italiana rugby abbia espresso parere positivo sull’utilizzo da parte di più società sportive dell’impianto del Tre Fontane, l’amministrazione capitolina non ha fatto nulla, noi siamo ancora senza campo”. Nel frattempo gli atleti della Nuova Rugby Roma continuano ad allenarsi nei campi da calcio pagando un affitto di circa 70 euro l’ora. _____

Belviso, Cocchi e Mancini nei guai. Abuso d’ufficio per il bando del rugby

Sulla querelle dell’impianto sportivo di rugby Tre Fontane si sta allargando un vero e proprio scandalo che coinvolge i nomi della passata amministrazione capitolina. Il pubblico ministero Ielo ha infatto iscritto nel registro degli indagati l’ex vicesindaco, l’ex delegato allo sport del Campidoglio e l’ex amministratore dell’Ente Eur insieme ad altri due funzionari. Tutto era partito dalla denuncia dell’associazione dilettantistica Nuova Rugby Roma che aveva denunciato di essere stata estromessa progressivamente dagli storici campi

 

AFFARI ITALIANI.IT – Venerdì, 27 settembre 2013
Una vera e propria mischia in aria che potrebbe finire per buttare nel fango nomi eccellenti della passata amministrazione. Sull’impianto sportivo di rugby Tre Fontane si sta allargando uno scandalo che partito dal mondo della palla ovale capitolina vede ora iscritti nel registro degli indagati per abuso d’ufficio l’ex vicesindaco Sveva Belviso, l’ex delegato allo sport del Campidoglio Alessandro Cochi, l’ex amministratore dell’Ente Eur, Riccardo Mancini, e altri due funzionari.

La prima “meta” la segna l’associazione dilettantistica Nuova Rugby Roma che aveva presentato un esposto alla procura lamentando di essere stata estromessa progressivamente dagli storici campi del Tre Fontane: mentre inizialmente avevano in concessione l’impianto, la possibilità di usufruirne poi è passata a due volte a settimana, fino alla mancata possibilità d’uso. La Nuova Rugby, regolarmente iscritta alla Fir, era stata fondata da un gruppo di genitori sulle ceneri un’altra società per permettere ai figli di continuare a praticare lo sport amato. La denuncia era stata presentata nel novembre scorso e assegnata al pubblico ministero Ielo, che ha ora chiesto una proroga delle indagini nei confronti dei cinque indagati. Nell’atto si afferma che l’impianto prima della scadenza della concessione della Nuova Rugby sarebbe stato affidato alla società Rugby Roma srl, presieduta da Riccardo Mancini per una somma irrisoria. Un’assegnazione che, secondo i denunciati, è stata fatta da un funzionario e non dalla giunta capitolina, come previsto dal regolamento, che circa tre mesi dopo avrebbe ratificato l’atto emesso prima della scadenza della concessione della Nuova Rugby che aveva offerto 24mila euro al mese per poter continuare ad usufruire dell’impianto. Continua così la querelle, che ha già visto ricorsi al Tar, accuse di turbativa d’asta, dispetti con tanto di diffide incrociate, lettere dei genitori alle istituzioni pubbliche. “Quanto avvenuto è un fatto di estrema gravità fatto – ha detto Ferdinando Imposimato, legale della società Nuova Rugby – e anche la successiva sanatoria non vale ad escludere il reato ipotizzabile di abuso d’ufficio. E’ un fatto che desta un grave allarme sociale: su un terreno destinato a giovani si fanno giochi politici. Ci battiamo per il diritto allo sport e per impedire operazioni di speculazione”.

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Tre Fontane: il TAR annulla il bando vinto da Mancini

Corriere della Sera – 12 luglio 2013 Tar2 ****** EUR TODAY – 14 giugno 2013

Rugby e Tre Fontane: interviene la Guardia di Finanza

Le Fiamme Gialle avrebbero visitato gli uffici capitolini per acquisire tutta la documentazione relativa agli impianti di rugby, incluso quello del Tre Fontane La vicenda legata alla gestione del Tre Fontane registra un ulteriore sviluppo. Dopo il braccio di ferro, a suon di ricorsi al TAR, da parte delle due società che si stanno contendendo la gestione dell’impianto sportivo, la storia ha avuto un’accelerazione. L’OPERAZIONE DELLE FIAMME GIALLE – Gli uomini della Guardia di Finanza, nella giornata di ieri, hanno fatto visita agli uffici capitolini e più precisamente in quelli che avevano la delega allo sport, il cui titolare ricordiamo esser stato Alessandro Cochi,  attualmente non indagato. Sembrerebbe che, obiettivo dell’operazione condotta dalle Fiamme Gialle, sia stata l’acquisizione della documentazione relativa agli impianti rugbistici della città, Tre Fontane incluso. L’ANNOSA QUESTIONE DEL TRE FONTANE – Si ricorderà come la gestione del suddetto impianto, concesso in custodia e guardiania per 51 euro annui alla società di cui era presidente Riccardo Mancini, ora agli arresti domiciliari, avesse suscitato non poche polemiche. Al centro del contraddittorio, la sproporzione tra la cifra offerta dalla società che era di Mancini e quella, decisamente superiore e pari a 24 mila euro l’anno, offerti dalla Nuova Rugby Roma.  La questione, oltre che suscitare un vespaio di polemiche, è anche divenuta oggetto d’ un esposto presentato dalla Nuova Rugby Roma, attraverso l’avvocato Ferdinando Imposimato. Fabio Grilli – EURToday ***** L’INCHIESTA – Corriere della Sera – Roma 14 giugno 2013 La Finanza in Campidoglio per gli impianti di rugby Tentata estorsione, chiesto il processo per Riccardo Mancini. Il caso Tre Fontane, la gara vinta da una società dell’ex ad dell’Eur ROMA – Recuperato il passo investigativo precedente le elezioni amministrative, i finanzieri del Tributario sono tornati negli uffici capitolini. Stavolta la visita ha riguardato le stanze degli uffici con delega allo Sport, guidati nella passata amministrazione da Alessandro Cochi. Il mandato era quello di acquisire la documentazione che riguarda la gestione degli impianti di rugby. Contratti, profili societari, delibere comunali. Si parla di un atto di semplice ricognizione e senza indagati. Ma come scritto in precedenza, il pm Paolo Ielo (che indaga su Finmeccanica e Breda Menarini) ha un fascicolo sull’impianto delle Tre Fontane che secondo la denuncia sarebbe stato affittato all’«amichevole» cifra di 51 euro mensili. Dunque la ricognizione del Tributario potrebbe essere collegata ancora una volta ad approfondimenti su Mancini. Per l’ex manager, crocevia di approfondimenti giudiziari, indagato per le vicende relative all’acquisto dei filobus Breda Menarini (Finmeccanica), ieri, è stata firmata la richiesta di rinvio a giudizio con rito immediato. L’accusa è quella di tentata estorsione: la tangente di 500 mila euro pretesa dall’ex amministratore delegato di Breda Menarinibus (gruppo Finmeccanica) Roberto Ceraudo, per garantire alla sua azienda l’appalto sui filobus. A questo proposito, Mancini ha ammesso di avere intascato solo parte della tangente: 80mila euro che peraltro ha promesso di restituire. Dopo un mese e mezzo di carcere l’ex ad di eur Spa ha ottenuto il trasferimento agli arresti domiciliari nella sua villa a Sabaudia. Quanto alle Tre Fontane (uno dei tre, quattro impianti importanti di rugby) l’esposto era stato presentato dalla «Nuova Rugby Roma», assistita dall’ex giudice, ora avvocato, Ferdinando Imposimato. Dall’accesso agli atti fatto dai denuncianti erano emerse circostanze stravaganti. Ad esempio che il vecchio campo sportivo era stato affidato dal Campidoglio alla «Rugby Roma srl» per 51 euro l’anno contro i 24 mila che la «Nuova Rugby» aveva offerto. Fatalità, la società uscita vittoriosa dal bando di concorso capitolino, era amministrata, appunto, da Riccardo Mancini. Nell’esposto della «Nuova Rugby» si invitava dunque a indagare su possibili abusi d’ufficio da parte di funzionari capitolini. Uno dei quali, in qualità di delegato allo sport è per l’appunto Cochi che al momento non risulta indagato. Dal Campidoglio, avevano spiegato che l’affido del campo a una cifra irrisoria era dettato dall’urgenza. E che «la determinazione del canone ricognitivo di 51 euro è stata fatta in funzione della particolare onerosità gestionale e del periodo estivo, che non consentiva un pieno utilizzo dell’impianto sportivo». Da ieri mattina, documenti alla mano, la spiegazione la daranno i magistrati. Ilaria Sacchettoni 14 giugno 2013 | 18:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 
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Corriere della Sera - pagina di ROMA, 22 maggio 2013
pollak_santoro  
RUGBY: TAR CONFERMA, NULLO BANDO GESTIONE 'TRE FONTANE' ROMA

(ANSA) – ROMA, 16 APR – Il Tar del Lazio ha confermato la
nullita’ del bando di gestione dell’impianto sportivo ‘Tre
Fontane Esedra Destra-
Area Rugby’. E’ stato infatti respinto il
ricorso con il quale la
societa’ ‘Rugby Roma Club’ si opponeva
alla sentenza emessa dal Tar a
gennaio con la quale era stata
dichiarata la nullita’ del bando, con
riammissione alla gara
della ‘Profit N.G.’ – difesa dagli avvocati
Maria Ida Leonardo e
Pier Paolo Nocito – mandataria di un
raggruppamento comprendente
anche ‘Pol. Dil.’, ‘ADS Nuova Rugby Roma’ e
‘ASD All. Volley’.
L’opposizione proposta da ‘Rugby Roma Club’ e’
stata ritenuta
dai giudici amministrativi infondata nel merito; il Tar
ha
ritenuto, infatti, ”che non siano state addotte censure idonee
ad
invalidare le conclusioni rassegnate” nella precedente
sentenza. La
ricorrente e’ stata condannata a pagare le spese di
giudizio.

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RUGBY: DIPARTIMENTO SPORT ROMA , BANDO NON ANNULLATO
RIAMMESSO SOLO CONSORZIO ORIGINARIAMENTE ESCLUSO
   (ANSA) - ROMA, 16 APR - ''In merito al bando
di gestione
dell'impianto Tre Fontane e' opportuno precisare che non e'
vero
che il Tar abbia annullato il bando: di fatto, ha soltanto

disposto la riammissione del Consorzio originariamente escluso
dalla
Commissione di valutazione''. Lo comunica il Dipartimento
sport di Roma
Capitale.
   ''Pertanto, tale Consorzio sara' riammesso e il suo
progetto
sara' doverosamente preso in esame dalla stessa commissione.

Inoltre, va precisato che il bando richiede che il progetto
preveda una
importante riqualificazione dell'impianto con
strutture esclusivamente
sportive e principalmente indirizzate
al rugby senza che sia possibile
alcuna speculazione e
interventi di carattere non sportivo o
commerciale'', conclude la nota del dipartimento.

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Eur, campi da rugby del Tre Fontane
dal Tar nuova bocciatura del Comune

Per la seconda volta in meno di tre mesi stop anche alla società Rugby Roma Club presieduta fino a poco tempo fa da Riccardo Mancini. Al centro della disfida che va avanti da anni, l’affidamento dei campi e il relativo bando di gara per l’assegnazione.

di Maura GUALCO – LA REPUBBLICA, 16 aprile 2013

Il Tar boccia per la seconda volta in meno di tre mesi il Comune di Roma e la società Rugby Roma Club presieduta fino a poco tempo fa da Riccardo Mancini, coinvolto nello scandalo delle presunte tangenti dell’affaire filobus e per questo finito agli arresti. Oggetto dell’ennesima tegola giudiziaria,  la gestione dei campi da rugby delle Tre Fontane all’Eur. I giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile nella procedura e infondata nel merito, l’opposizione giudiziaria proposta da Mancini ad una precedente (22 gennaio scorso) sentenza del Tar. E lo condannano, altresì, a duemila euro da pagare alla controparte.

Al centro della diatriba che va avanti ormai da mesi,  l’affidamento dei campi e il relativo bando di gara per l’assegnazione. Due le società che concorrono: la Rugby Roma Club e la Nuova Rugby Roma, la società dilettantistica nata dalle ceneri della gloriosa Rugby Roma Olympic per il volere di un gruppo di genitori di atleti.

La Nuova Rugby Roma era stata eliminata nel novembre scorso, quando all’apertura delle buste davanti alla commissione di gara veniva verificata la presenza di tutta la documentazione presentata dalle due società.  Per motivi di forma, la società dei genitori viene esclusa. E Mancini si aggiudica i campi di cui era già custode e assegnatario pro tempore. Sei mesi prima, infatti,  la loro custodia era stata concessa a Mancini  con un provvedimento del dipartimento Sport del Comune e una successiva sanatoria della giunta comunale per 51 euro l’anno. A fronte dell’offerta di 24mila euro della Nuova Rugby Roma.

L’esclusione dalla gara non viene presa  bene dalla società dei genitori, che decidono di fare ricorso al Tar. I giudici nel gennaio scorso bocciano quella esclusione: “L’impugnato provvedimento di esclusione è illegittimo..”. E ordinano di riammettere la Nuova Rugby Roma nel bando di concorso. Ma nonostante la sentenza fosse immediatamente esecutiva, il Comune blocca la gara.  Perché? La commissione fa sapere che l’altra società (quella di Mancini) ha impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato e il Comune ha chiesto all’avvocatura un parere. In realtà non ha impugnato ma fatto opposizione e non davanti al Consiglio di Stato ma sempre al Tar.  Che oggi si è di nuovo pronunciato con una seconda sentenza.

“E’ la seconda volta che il Tar ci dà ragione  –  dice Roberto Barilari, presidente della Nuova Rugby Roma  –  mi auguro che la commissione di gara adesso agisca più serenamente. La loro offerta è stata già valutata ora dovranno valutare la nostra”.

A questo punto, infatti, il prossimo passaggio sarà la riammissione in gara della società degli atleti. ” Ci attendiamo  –  dichiara l’avvocato Pier Paolo Nocito  – che il comune di Roma esegua le due sentenze e che venga riammessa la nostra offerta. In questa vicenda sono state fatte numerose forzature, come quella, ad esempio, di dare in via provvisoria la gestione del campo a un concorrente”.

Ma a valutare quelle che l’avvocato chiama “forzature” ci sta già pensando la procura di Roma dove è stato aperto un fascicolo, in cui si chiamano in causa la Coni Servizi e Roma Capitale per un’ipotesi di abuso d’ufficio.

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Rugby, il Tar boccia contratto di gestione
del campo sportivo “Tre Fontane”

Respinto il ricorso con il quale la ‘Rugby Roma Club’ si opponeva alla sentenza di gennaio che annullava il bando, con riammissione alla gara della ‘Profit N.G.’

IL MESSAGGERO, 16 aprile 2013

ROMA – Il Tar del Lazio ha confermato la nullità del bando di gestione dell’impianto sportivo ‘Tre Fontane Esedra Destra-Area Rugby’.
È stato infatti respinto il ricorso con il quale la società ‘Rugby Roma Club’ si opponeva alla sentenza emessa dal Tar a gennaio con la quale era stata dichiarata la nullità del bando, con riammissione alla gara della ‘Profit N.G.’ – difesa dagli avvocati Maria Ida Leonardo e Pier Paolo Nocito – mandataria di un raggruppamento comprendente anche ‘Pol. Dil.’, ‘ADS Nuova Rugby Romà e ‘ASD All. Volley’. L’opposizione proposta da ‘Rugby Roma Club’ è stata ritenuta dai giudici amministrativi infondata nel merito; il Tar ha ritenuto, infatti, «che non siano state addotte censure idonee ad invalidare le conclusioni rassegnate» nella precedente sentenza. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese di giudizio.

«Il Tar conferma in pieno tutte le nostre perplessità sullo scandaloso bando delle Tre Fontane. Come abbiamo più volte denunciato, anche attraverso interrogazioni urgenti al Sindaco, si tratta di una vicenda torbida che voleva sottrarre il campo alle famiglie e ai bambini per affidarlo ad una società creata ex-novo, che si occupa prevalentemente di mercati di Natale, con una leggera spolveratina di rugby sulla torta». È quanto dichiara in una nota il Consigliere Capitolino, Paolo Masini. «Un bando quindi che non aveva nulla a che fare con l’esigenza di incentivare lo sport di base, ma piuttosto quella di favorire qualche imprenditore con tanti soldi freschi in tasca. Un bando rivolto più al palazzinaro di turno che a chi fa dello sport la propria missione di vita. La ciliegina sulla torta? La presidenza della ‘Rugby Roma Club’ era affidata – tanto per cambiare – a persona di fiducia del sindaco Alemanno, il suo tesoriere, quell’ uomo dalla specchiata moralità che risponde al nome di Riccardo Mancini. Altro che Report: questa è la drammatica e quotidiana realtà di questi anni alemanniani, che da tempo denunciamo, e che ora le televisoni e la magistratura portano finalmente alla luce».

«In merito al bando di gestione dell’impianto Tre Fontane è opportuno precisare che non è vero che il Tar abbia annullato il bando: di fatto, ha soltanto disposto la riammissione del Consorzio originariamente escluso dalla Commissione di valutazione». Lo comunica il Dipartimento sport di Roma Capitale. «Pertanto, tale Consorzio sarà riammesso e il suo progetto sarà doverosamente preso in esame dalla stessa commissione. Inoltre, va precisato che il bando richiede che il progetto preveda una importante riqualificazione dell’impianto con strutture esclusivamente sportive e principalmente indirizzate al rugby senza che sia possibile alcuna speculazione e interventi di carattere non sportivo o commerciale», conclude la nota del dipartimento.

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Roma, travolto dal “caso filobus”. Ma il Comune gli affida i campi da rugby

Il Rugby Roma Club ha avuto la proroga della concessione degli impianti. A capo c’è Riccardo Mancini, ex presidente dell’Ente Eur dimesso per l’inchiesta della Procura sull’acquisto dei mezzi pubblici. Il Tar ha reintegrato un’azienda concorrente. Ma il Campidoglio la ignora: “Aspettiamo il Consiglio di Stato”

di  | 10 febbraio 2013 – www.ilfattoquotidiano.it

Il Comune di Roma ha concesso al Rugby Roma Club di Riccardo Mancinicoinvolto nello scandalo per le presunte tangenti dell’affaire filobus, l’affidamento dei campi di rugby Tre Fontane all’Eur, nonostante una sentenza del Tar ordini di reintegrare la Nuova Rugby Roma, società esclusa precedentemente, nel bando di concorso per l’assegnazione. Nonostante il verdetto del tribunale fosse immediatamente esecutivo, il Comune l’11 gennaio, appena otto giorni dopo tale responso, ha assegnato a Mancini i campi ad un canone di circa 2300 euro annui a fronte dei 2mila mensili offerti dalla Nuova Rugby Roma, società con circa 150 tesserati, fondata da un gruppo di genitori degli atleti. “A Mancini – spiega Roberto Barillari, presidente della società esclusa -sono già stati assegnati fino al 31 dicembre scorso i campi sportivi ad un canone irrisorio: 51 euro al mese. Per un motivo altrettanto irrisorio, a novembre scorso, ci hanno escluso dal bando di gara (mancava una copia originale di un documento,ndr) tant’è che il Tar ci ha dato ragione ed ha condannato l’amministrazione capitolina alle spese processuali. A quanto sembra però le sentenze per il Comune non hanno alcun valore, visto che hanno sospeso di nuovo la nostra società dalla gara assegnando ancora i campi a Mancini”. Motivazione ufficiale: l’altra società ha impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato e il Comune ha chiesto all’avvocatura comunale un parere.

Una motivazione che ha ben poco di ufficiale visto anche il retroscena: “Mentre i nostri ragazzi – denuncia Barillari – continuano ad allenarsi in campi da calcio pagando un affitto di circa 70 euro l’ora, il 25 gennaio scorso siamo stati convocati al Dipartimento Sport del Comune per la riammissione alla gara e ci hanno comunicato la nuova sospensione a seguito dell’impugnazione della sentenza del Tar da parte di Mancini. Peccato però che la comunicazione ufficiale del ricorso in questione è arrivata al Dipartimento, con notifica ufficiale, 4 giorni dopo. Quel giorno c’era stata solo una semplice telefonata che informava il Dipartimento dell’impugnazione. Il fatto che un ente pubblico prenda decisioni ufficiali a seguito di una semplice telefonata è quantomeno singolare”. Abbiamo cercato di avere una dichiarazione ufficiale dal Campidoglio per ottenere altre spiegazioni, ma l’amministrazione comunale non è stata di questo parere.

 

 

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5 febbraio 2013

Rugby Tre Fontane, il Comune
affida i campi alla società di Mancini

E lo fa nonostante la sentenza del Tar che ordina di reintegrare la Nuova Rugby Roma nel  bando di concorso per l’assegnazione

Il Comune di Roma concede alla Rugby Roma Club di Riccardo Mancini l’affidamento dei campi di rugby Tre Fontane all’Eur, nonostante la sentenza del Tar che ordina di reintegrare la Nuova Rugby Roma (la società dei genitori degli atleti) nel  bando di concorso per l’assegnazione. E lo fa con una delibera datata undici gennaio: otto giorni dopo la sentenza dei giudici amministrativi. “ Al fine di assicurare la continuazione di una adeguata custodia dell’impianto”, si legge nella delibera comunale, viene ridato il campo sportivo a Mancini allo stesso prezzo convenuto. Ovverosia: 2.356,00 annui a fronte dei duemila al mese offerti dalla Nuova Rugby Roma.

IL TAR – Ma andiamo con ordine.  Il Tar del Lazio aveva annullato il tre gennaio scorso il bando di concorso con cui era stata eliminata – per motivi formali addotti dalla commissione –  l’associazione di cui fa parte la Nuova Rugby Roma dalla gestione del campo dell’Eur, per essere assegnato a Riccardo Mancini, e aveva condannato l’amministrazione capitolina alle spese del giudizio. Era tutto da rifare. Veniva così riammessa la società fondata da un gruppo di genitori di atleti  – e che conta 150 tesserati  – nella gara per ottenere l’assegnazione definitiva della concessione dell’impianto sportivo Tre Fontane. Concessione d’uso dei campi che prevede, tuttavia, anche la realizzazione di lavori di ristrutturazione e miglioria, per un costo di circa due milioni di euro.

L’AFFIDAMENTO PROVVISORIO – Ma nel frattempo i campi venivano gestiti sempre da Mancini che ne aveva ottenuto l’affidamento provvisorio con una delibera comunale con scadenza il 31 dicembre 2012. Dopo la sentenza del Tar, la commissione di gara aveva riconvocato le due società che concorrono, ma  il Comune di Roma aveva bloccato la gara con cui si sarebbe dovuta reintegrare la Nuova Rugby Roma nel bando di concorso per l’assegnazione del campo di rugby. Nonostante la sentenza del Tar fosse immediatamente esecutiva. Motivo:   l’altra società (quella di Mancini) ha impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato e il Comune ha chiesto all’avvocatura  comunale un parere. Adesso l’ultima doccia fredda per i genitori degli atleti: il comune ha riassegnato a Mancini la gestione dei campi da rugby. E questa volta senza data di scadenza. La Nuova Rugby Roma non l’ha presa bene. “Le Tre Fontane – dice Roberto Barilari, presidente della società esclusa – è un bene di tutti i cittadini romani e non solo degli amici dei politici”. E sul ricorso al Consiglio di Stato incalza:” quel ricorso non ha fondamento secondo i nostri legali: stiamo preparando una memoria per la procura di Roma”.

 Maura Gualco
www.paesesera.it
Il caso
26 gennaio 2013

Rugby Tre Fontane, il Comune blocca la gara
nonostante la sentenza del Tar

La Rugby Roma club di Mancini ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. Contro lo stop protestano i soci della Nuova Rugby Roma: “Daremo battaglia e se ci sono gli estremi li denunceremo per abuso d’ufficio” DI M. G.

Il Comune di Roma blocca la gara con cui si sarebbe dovuta reintegrare la Nuova Rugby Roma nel bando di concorso per l’assegnazione del campo di rugby Tre Fontane all’Eur. Nonostante la sentenza del Tar fosse immediatamente esecutiva (e avesse annullato il bando vinto dalla Rugby Roma club dell’ex ad dell’Eur spa, Riccardo Mancini). L’associazione Nuova Rugby Roma, eliminata in un primo momento per un vizio di forma, ora potrebbe sperare di ottenere gli spazi. Che sono però da ristrutturare, con un costo di circa due milioni di euro.

Intanto oggi negli uffici del dipartimento Sport del Campidoglio si sono incrociate le due società che si contendono l’assegnazione dei campi.  “Il dottor Bruno Campanile, direttore del dipartimento Sport, ha chiesto una sospensione in attesa di un parere che il Comune avrebbe richiesto all’avvocatura comunale avendo la società di Mancini impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato” spiegano i membri della commissione

LA SOSPENSIONE  DELLA GARA – Davanti alla commissione, tanti i soci presenti per la Nuova Rugby Roma. Quasi nessuno a rappresentare Mancini. Soltanto Fabrizio Pollak, socio della società di Mancini, nonché fratello del consigliere Paolo Pollak, già presidente del centrodestra del Municipio XII e attuale membro della Commissione Sport. Il quale assicuratosi che la gara fosse sospesa va via, mentre i soci della Nuova Rugby Roma, basiti, chiedono spiegazioni. E la commissione fa sapere che l’altra società ha impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato e il Comune ha chiesto all’avvocatura un parere. “E’ un abuso – incalza un genitore degli atleti – c’è una sentenza del Tar”. “C’è un giudizio in corso davanti al Consiglio di Stato” rispondono i tecnici chiamati ad essere superpartes. “Quando c’era il nostro di giudizio davanti al Tar non è stata sospesa la gara. Perché per Mancini sospendete?” replica un altro genitore.

I SOCI DELLA NUOVA RUGBY ROMA –  La baruffa va avanti fino a che gli animi non si placano e alcuni membri della commissione spiegano che è soltanto un rinvio e che è stata l’altra società (quella di Mancini) a chiedere al direttore Campanile la sospensione. Un avvocato presente in quel momento, e che preferisce l’anonimato, spiega che  “la sentenza del Tar è immediatamente esecutiva e solo un altro provvedimento del giudice può ordinarne la sospensione”. Sembra dunque che un ricorso non possa sospendere la procedura, ancor meno  la richiesta di un parere all’avvocatura. I soci della Nuova Rugby Roma escono inviperiti dagli uffici comunali e promettono: “Daremo battaglia e se ci sono gli estremi li denunceremo per abuso d’ufficio”.

IL PD – Il Pd capitolino esprime il suo “sdegno”. E lo fa per bocca di Enzo Foschi e Paolo Masini, consiglieri del Pd rispettivamente alla regione Lazio e al comune di Roma: “Secondo noi il presidente Mancini, il dimissionario amministratore delegato dell’Eur spa, al centro delle inchieste  di questi giorni, in questo momento avrebbe altro a cui pensare”. “Nel frattempo, però, nonostante la sua concessione provvisoria sia scaduta lo scorso 31 dicembre, sono ben 24 giorni che la Rugby Roma Club, continua inopportunamente a gestire e utilizzare l’impianto sportivo del comune di Roma pur non avendone diritto data la revoca della concessione. Ci chiediamo quale siano le motivazioni e a che titolo” concludono.

 Maura Gualco

 

articolo rugby 25 gennaio 2013 333repubblica 23 gennaiomessaggero 23 gennaiocorriere sera 23 gennaio

 

Il caso
 Maura Gualco
22 Gennaio 2013

Rugby Tre Fontane, il Tar boccia Alemanno
Annullato il bando che assegnava il campo a Mancini

Ennesima batosta giudiziaria per il sindaco Gianni Alemanno: il Tar del Lazio annulla il bando di concorso con cui era stata eliminata l’associazione di cui fa parte la Nuova Rugby Roma dalla gestione del campo dell’Eur, per essere assegnato a Riccardo Mancini, e condanna l’amministrazione capitolina alle spese del giudizio. Dunque: tutto da rifare. Viene così riammessa la società fondata da un gruppo di genitori di atleti  – e che conta 150 tesserati  – nella gara per ottenere l’assegnazione definitiva della concessione dell’impianto sportivo Tre Fontane. Concessione d’uso dei campi che prevede, tuttavia, anche la realizzazione di lavori di ristrutturazione e miglioria, per un costo di circa due milioni di euro.

L’ELIMINAZIONE DELLA NUOVA RUGBY ROMA – La Nuova Rugby Roma era stata eliminata nel novembre scorso, quando all’apertura delle buste davanti alla commissione di gara veniva verificata la presenza di tutta la documentazione presentata dalle due società che concorrevano. Se per Rugby Roma Club (la società di Riccardo Mancini), tutto fila liscio, per la Nuova Rugby Roma la fideiussione assicurativa (uno dei documenti necessari per partecipare al bando) è in fotocopia. Ragion per cui la società dei genitori viene esclusa. E così Mancini si aggiudica i campi di cui era già custode e assegnatario pro tempore. I giudici del Tar si sono espressi oggi in merito: “L’impugnato provvedimento di esclusione è illegittimo – si legge nella sentenza – perché la polizza fideiussoria esiste ed è provvista di tutti gli elementi essenziali previsti dalla disciplina generale e di gara, sicché l’Amministrazione, invece di disporre l’esclusione, avrebbe dovuto attivare il c.d. potere di soccorso, previsto dall’art. 46, comma 1, del d.lgs. n. 163/2006, e consentire la regolarizzazione della polizza stessa”.

I SOCI: “IL COMUNE CI OSTRACIZZA E APPOGGIA MANCINI” – E non è tutto. La custodia dei campi da rugby era stata concessa a Mancini nel giugno scorso con un provvedimento del dipartimento Sport del Comune e una successiva sanatoria della giunta comunale per 51 euro l’anno. A fronte dell’offerta di 24mila euro della Nuova Rugby Roma. Il provvedimento sarebbe scaduto il 31 dicembre scorso. Ed entro il 20 gennaio, spiegano i soci della Nuova Rugby Roma, il Comune avrebbe dovuto annullare il rinnovo concesso a Mancini fino a fine anno. Ma il 14 dicembre sembra che il Comune lo abbia rinnovato fino alla fine della stagione. “Noi non capiamo – dice uno dei soci della Nuova Rugby Roma – perché il comune continui ad avere sempre questo atteggiamento di ostracismo nei nostri confronti, appoggiando anche in maniera spericolata le istanze della Rugby Roma Club”.

NIERI – “Alemanno incassa l’ennesima bocciatura dal Tar”, attacca Luigi Nieri, ex consigliere regionale per Sel e candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio. Una sentenza che per Nieri “evidenzia la gestione opaca dell’amministrazione Alemanno, che continua a gestire il patrimonio pubblico in modo irregolare”. “Un’altra brutta pagina  – conclude – scritta da questa amministrazione che continua a far parlare di sé solo in negativo”.

 

 

LA REPUBBLICA ROMA.IT

Giovedì 22 Novembre 2012

Eur, guerra sull’impianto di rugby
“Al team di Mancini per 51 euro”

La denuncia della società estromessa da Tre Fontane. Il 26 novembre l’assegnazione definitiva con l’appalto da due milioni

di FRANCESCO SALVATORE e MARIA ELENA VINCENZI

Ancora Eur e ancora Riccardo Mancini. Dopo l’inchiesta sulle presunte mazzette per l’acquisto di quaranta filobus da parte del Campidoglio per la linea Laurentina, in cui il presidente di Eur Spa risulta indagato, un’altra tegola giudiziaria cade sullasua testa. È stato spedito pochi giorni fa alla procura l’esposto dell’associazione Nuova Rugby Roma, la società dilettantistica nata dalle ceneri della gloriosa Rugby Roma Olympic per il volere di un gruppo di genitori, sulla custodia del campo sportivo Tre Fontane, assegnato a giugno con una determina dirigenziale alla Rugby Roma srl, presieduta da Mancini. Un provvedimento del dipartimento Sport del Comune e una successiva sanatoria della giunta comunale ne avrebbero permesso la custodia per 51 euro l’anno. A fronte dell’offerta di 24mila euro della Nuova Rugby Roma, di fatto estromessa.

Un provvedimento giustificato dal Comune: ”L’affidamento provvisorio dell’impianto sportivo del Tre Fontane del 23 luglio è stato deciso per motivi di urgenza, vista l’impossibilita dell’amministrazione di Roma Capitale di gestire direttamente la struttura sportiva”, ha ribattuto il dipartimento Sport. Nella denuncia, presentata dagli avvocati Ferdinando Imposimato e Pietro Sarrocco, viene tirato in ballo il Comune, il Coni e la società di Mancini con ipotesi di reato ben specifiche come l’abuso d’ufficio. Ma si fa riferimento anche alla progressiva azione di pressione che la società di Mancini avrebbe esercitato sulla Nuova Rugby Roma al fine di estromettere dall’impianto la stessa società

 

 

(ANSA) – ROMA, 21 NOV

RUGBY:CLUB DENUNCIA,TRE FONTANE A MANCINI PER 51 EURO ANNO

ESPOSTO CONTRO CONI SERVIZI E ROMA CAPITALE

ROMA

Un impianto sportivo per il rugby, quello delle Tre Fontane, affidato provvisoriamente dal Comune di Roma ad una società sportiva, la Rugby Roma srl, amministrata da Riccardo Mancini (amministratore delegato di Eur Spa) per 51 euro l’anno, a fronte di un’altra offerta di 24 mila euro, ed una procedura di assegnazione ritenuta illecita. E’ quanto denuncia, con un esposto alla procura, la Nuova Rugby Roma, associazione sportiva dilettantistica che opera nel settore giovanile con oltre 250 iscritti. Nell’esposto, depositato dagli avvocati Ferdinando Imposimato e Pietro Sarrocco, si chiamano in causa la Coni Servizi e Roma Capitale per un’ipotesi di abuso d’ufficio. In sostanza la Nuova Rugby Roma, come spiegato da Massimiliano Colafigli in una conferenza stampa, lamenta di essere stata progressivamente estromessa dagli storici campi del Tre Fontane e che, prima ancora della scadenza della loro concessione, l’impianto è stato affidato provvisoriamente alla società di Mancini, in vista del bando di assegnazione definitiva che prevede, tra l’altro, l’esecuzione di lavori di ristrutturazione e miglioria per circa due milioni di euro. Nuova Rugby Roma sostiene che per l’assegnazione provvisoria aveva offerto 24 mila euro. L’assegnazione provvisoria, secondo la denuncia che è finita all’attenzione del pm Paolo Ielo, “è stata firmata da un funzionario e non dalla Giunta capitolina come da regolamento, che si è limitata a ratificare la decisione circa tre mesi dopo”.

Al momento i campi dell’Eur sono utilizzati dalla società amministrata da Mancini mentre i 250 tesserati della Nuova Rugby Roma sono, in base a quanto raccontano i denuncianti, costretti allenarsi in campi da calcio pagando fino a 70 euro all’ora per il noleggio.

 

 

 

IL MONDO.IT

Rugby/ Denuncia in Procura per gestione impianto Tre Fontane

Le associazioni sportive: dato in affitto a 51 euro l’anno
Roma, 21 novembre –  Lo storico impianto del rugby ‘Tre Fontane’ è stato affidato in via provvisoria dal Comune di Roma alla società Rugby Roma srl per 51 euro l’anno. Il fatto è contenuto in una denuncia presentata a piazzale Clodio dalla associazione sportiva dilettantistica ‘Nuova Rugby Roma’ che opera nel settore giovanile, contra oltre 250 iscritti ed è nata per iniziativa dei genitori che non volevano disperdere il
patrimonio dell’ormai scomparsa ‘Rugby Roma Olimpic’. “Ci siamo organizzati da soli e siamo rientrati nel gennaio scorso dopo un lungo peregrinare nei campi di mezza città – si spiega – Alla pausa estiva eravamo convinti di avere buone possibilità di aggiudicarsi il bando, visto che abbiamo garantito un canone di locazione da 24mila euro l’anno”. Nell’esposto, depositato dagli avvocati Ferdinando Imposimato e Pietro Sarrocco, si chiamano in causa la Coni Servizi e Roma Capitale per una possibile contestazione di abuso d’ufficio. La srl che gestisce adesso – è stato spiegato – è amministrata da Riccardo Mancini (amministratore delegato di Eur Spa)”. Secondo l’appalto il prossimo responsabile del ‘Tre Fontane’ dovrà eseguire lavori di ristrutturazione ordinaria e non per due milioni di euro. L’assegnazione provvisoria, secondo la denuncia che è finita all’attenzione del pm Paolo Ielo, è stata firmata da un funzionario e non dalla giunta capitolina come da regolamento, che si è limitata a ratificare la decisione circa tre mesi dopo.

Affari Italiani

Mercoledì, 21 novembre 2012

La guerra del rugby va in tribunale: denunciati Comune e Coni Servizi

L’accusa ipotizzata nella denuncia presentata dagli avvocati Ferdinando Imposimato e Pietro Sarrocco è di abuso d’ufficio. Si contesta l’assegnazione del campo delle Tre Fontane decisa da un funzionario e non dalla Giunta alla società Rugby Roma srl presieduta da Riccardo Mancini, già ad di Eur spa. Dopo i ricorsi al Tar e le diffide, la battaglia per la gestione dell’impianto finisce sul tavolo del procuratore Ielo. L’avvocato: “Ci battiamo per il diritto allo sport e per impedire operazioni di speculazione”.

Nuova tappa della guerra per la gestione dell’impianto di rugby del Tre Fontane. La società sportiva dilettantistica Nuova Rugby Roma che fino all’estate scorsa si allenava in quei campi, ha presentato un esposto alla Procura di Roma, depositato dagli avvocati Ferdinando Imposimato e Pietro Sarrocco, in cui si chiamano in causa la Coni Servizi e Roma Capitale per un’ipotesi di abuso d’ufficio.
Intanto i 255 atleti della Nuova Rugby (ragazzi dai sei ai venti anni) sono costretti ad andare ad allenarsi in campi da calcio pagando un affitto di circa 70 euro l’ora. Il Tre Fontane, infatti, sarebbe stato affidato il 23 luglio provvisoriamente dal Comune di Roma alla società Rugby Roma srl, presieduta da Riccardo Mancini (già amministratore delegato di Eur Spa), si sostiene, per 51 euro l’anno. Un’assegnazione che, secondo i denunciati, è stata fatta da un funzionario e non dalla giunta capitolina, come previsto dal regolamento, che circa tre mesi dopo avrebbe ratificato l’atto emesso prima della scadenza della concessione della Nuova Rugby che aveva offerto 24mila euro al mese per poter continuare ad usufruire dell’impianto.

Il 28 giugno era stato inoltre emesso un bando per la concessione d’uso dei campi che però prevede anche la realizzazione di lavori di ristrutturazione e miglioria per circa due milioni di euro. Continua così la querelle, che ha già visto ricorsi al Tar, accuse di turbativa d’asta, dispetti con tanto di diffide incrociate, lettere dei genitori alle istituzioni pubbliche. L’esposto è stato assegnato al pm Paolo Ielo che dovrà sciogliere la matassa.

Nel documento la Nuova Rugby Roma lamenta di essere stata progressivamente estromessa dagli storici campi del Tre Fontane: mentre inizialmente avevano in concessione l’impianto, la possibilità di usufruirne poi è passata a due volte a settimana, fino alla mancata possibilità d’uso. La Nuova Rugby, regolarmente iscritta alla Fir, era stata fondata da un gruppo di genitori sulle ceneri un’altra società per permettere ai figli di continuare a praticare lo sport amato. “Quanto avvenuto è un fatto di estrema gravità fatto – ha detto Imposimato – e anche la successiva sanatoria non vale ad escludere il reato ipotizzabile di abuso d’ufficio. E’ un fatto che desta un grave allarme sociale: su un terreno destinato a giovani si fanno giochi politici. Ci battiamo per il diritto allo sport e per impedire operazioni di speculazione”.

URLO Web – novembre 2012

Il Municipio XII tenta invano di prendere in gestione provvisoria l’area. Si attende ora il bando di gara per assegnare l’impianto.

La vicenda legata alla gestione del Tre Fontane non si è affatto esaurita. Nel corso del mese di ottobre l’argomento è tornato in auge per la presentazione, in Aula Consiliare del XII, di una mozione, preparata dalla Commissione Sport e votata per ben due volte. Nella prima circostanza, l’inatteso venire meno del numero legale dei consiglieri, anche per l’improvvisa assenza del Capogruppo Pdl De Iuliis e del Presidente Calzetta, che pure avevano partecipato alla discussione, aveva comportato una seconda votazione avvenuta a distanza di qualche giorno. Di norma, il numero dei consiglieri necessari ad approvare, in seconda seduta, un documento, diminuisce.

Ma incredibilmente, per l’occasione, si è presentato in aula un numero eccezionale di consiglieri, per decidere se far passare o meno il documento. Di cosa si trattasse ce lo spiega il primo firmatario, il Presidente alla Commissione Sport, Pietrangelo Massaro: “Abbiamo sottoscritto una mozione, in Commissione Sport, presentandola per due volte in Aula Consiliare, per chiedere che venisse assegnata al Municipio XII la gestione provvisoria dell’impianto sportivo Tre Fontane, in attesa dei risultati del bando pubblico. Il Municipio poi l’avrebbe reso fruibile per tutte le realtà del territorio”. L’iniziativa, spiega sempre Massaro, era dovuta al fatto che “non ci sembrava opportuno che l’impianto fosse stato assegnato – con la formula della custodia e guardiania – ad una delle società partecipanti al bando”. Attualmente, in effetti, l’impianto risulta essere assegnato a dei referenti della Rugby Roma Club, società presieduta da Riccardo Mancini che, parallelamente all’ATI formata dalla Nuova Rugby Roma, sta partecipando alla gara.

La proposta di consegnare temporaneamente il Tre Fontane al Municipio non è andata in porto. “La seconda volta la mozione non è riuscita a passare anche perché, chi era stato insieme a me firmatario della stessa, ha cambiato la sua posizione e quindi tra astensioni, contrari e qualcuno che è addirittura uscito dall’aula, il risultato è stato questo. Ma anche e soprattutto perché – sottolinea Massaro – qualcuno, staccandosi all’ultimo momento, non ha mantenuto fede alla firma apposta sul documento”. Tra i firmatari, compaiono tra gli altri Agostino Colapicchioni (Udc) ed Enzo Del Poggetto (Pd). I due Consiglieri in aula hanno votato favorevolmente. Diverso è stato il comportamento di un altro dei firmatari, il Consigliere Massimo Cimini (Pdl), uscito al momento del voto. Cimini, nella vicenda della gestione del Tre Fontane, ricopre anche un altro ruolo, essendo il Responsabile Relazioni Esterne del Dabliù, la società sportiva che insieme alla Nuova Rugby Roma, costituendo un’ATI, ha partecipato al bando di gara per l’assegnazione del Tre Fontane stesso.

Ad ogni modo, come diceva Massaro, “tra astensioni, contrari e qualcuno che è addirittura uscito dall’aula”, la mozione ha registrato il risultato di dieci favorevoli, dieci contrari ed un astenuto, e pertanto è stata respinta, con il risultato che l’impianto resta in custodia e guardiania alla Rugby Roma Club di Riccardo Mancini, che è anche l’Amministratore delegato di Eur Spa, società per la quale lavora il Consigliere Carlo Pucci (Pdl), presente anch’essi in aula e protagonista con voto contrario, quindi affinché il Municipio non acquisisse la custodia e guardiania del Tre Fontane, in attesa dell’esecuzione della gara. Di questo bando ci dà conto il Presidente Calzetta, parlandoci anche di un incontro avvenuto alla vigilia della votazione in Aula Consigliare. “C’è stato un incontro, da me organizzato al Dipartimento Sport cui hanno partecipato, oltre al sottoscritto, il Delegato del Sindaco allo Sport Alessandro Cochi, Bruno Campanile, direttore dell’Ufficio Sport di Roma Capitale, il dott. Lucarelli del Gabinetto del Sindaco ed alcuni consiglieri di maggioranza, e cioè Marco Cacciotti, Cristiano Carpignoli, Paolo Pollak, che però non ha espresso nessun tipo di commento, e Massimo Cimini che ha espresso alcune considerazioni. Ma nessuno di noi gli ha detto di cambiare il voto”, precisa Calzetta. All’appuntamento non ha partecipato invece il Consigliere Massaro, che però era stato invitato. “Ho preferito non andarci per una mia scelta, in quanto non volevo tirarmi indietro rispetto ad una battaglia che porto avanti da un anno. Volevo evitare di ricevere pressioni che avrebbero comportato un cambio di rotta il giorno dopo”, ci spiega proprio Massaro. Tornando all’incontro,”in quei giorni – ricorda Calzetta – c’era l’incognita del ricorso al TAR che doveva pronunciarsi se la gara potesse continuare oppure no. Di fronte al Gabinetto del Sindaco avevamo assunto questa posizione: se salta il bando – perché il TAR accoglie il ricorso – la situazione dell’operatore provvisorio che sta dentro a gestire deve essere rivista, perché altrimenti significherebbe lasciargli l’impianto per un tempo indeterminato. In caso contrario – quindi se il TAR avesse respinto il ricorso – l’impegno era di concludere il bando in 30/40 giorni, in maniera tale da procedere all’assegnazione dell’impianto, con la speranza di chiudere anche le polemiche”.

Il TAR ha respinto il ricorso e dunque, rimane in piedi la promessa di assegnarlo entro i fatidici 30/40 giorni. Ma c’è chi, in questa scelta, non si è sentito rappresentato: il Presidente della Nuova Rugby Roma Roberto Barilari. “Noi abbiamo presentato ricorsi alle autorità competenti, nelle sedi istituzionali preposte – esordisce Barilari – perché secondo noi Roma Capitale ha commesso gravi errori nei nostri confronti perché, di una cosa pubblica, è stato fatto un uso particolare. Ce l’abbiamo tantissimo con Roma Capitale – riconosce il Presidente della Nuova Rugby Roma – e con Calzetta che come Presidente del Municipio non ci ha tutelati per niente, uscendo anche dall’Aula al momento della votazione e facendo cadere il numero legale”. A tal proposito il minisindaco ci ha spiegato che “quel giorno ero andato per un altro motivo – ed in effetti la mozione presentata non era all’ordine del giorno – e quindi ho valutato di dover approfondire meglio questa vicenda, cosa che ho fatto con l’incontro al Dipartimento Sport”. La Nuova Rugby Roma ha anche qualche altro sassolino da togliersi: “Noi avevamo fatto un’offerta per la gestione dell’impianto, non per la sola custodia e guardiania, di 12mila euro. Poi ne abbiamo fatta un’altra, prima della determina dirigenziale, di 24mila euro. Hanno preferito darla in affidamento (provvisorio nda) per 51 euro annui, evidentemente l’hanno ritenuta più utile per l’erario del Comune…”. Abbiamo infine parlato anche con un referente della Rugby Roma Club, che ha messo a disposizione, per l’intervista, il Direttore Sportivo Stefano Palmieri. “Le prime volte che ho messo piede al Tre Fontane è stato quando avevo 15 anni. Ora ne ho 52. Non sono mai stato un giocatore di livello, ma ho militato nelle giovanili e sono stato un team manager della Rugby Roma Olympic Club” società del Gruppo Abbondanza, dal cui fallimento sono nate le realtà che si contendono l’impianto. Palmieri, che è un uomo di sport “e non facendo parte della parte politica della società, te ne posso parlare dal punto di vista sportivo”, come più volte tiene a precisare, ci ricorda gli importanti risultati ottenuti, in fatto di tesseramento. “Abbiamo circa 300 atleti, dall’under 6 alla prima squadra, che milita nella Serie C Elite. Tre anni fa ero seduto nella panchina della Rugby Roma Olympic quando giocavamo su questi campi contro i London Wasps, i Racing Metro, contro il Bayonne – ricorda il Direttore Sportivo, citando gli incontri della prestigiosa Amlin Challenge Cup – ed adesso ho un cruccio. Abbiamo una specie di spada di Damocle sulla testa, ed io mi auguro con tutto il cuore che questo bando venga definito al più presto, così almeno non dovremo più lavorare alla giornata, con dei progetti a breve, ma con dei progetti a medio lungo termine, per il bene di questi ragazzi e di questo sport”. Un augurio che sentiamo di estendere a tutte le realtà sportive coinvolte nella gestione del Tre Fontane, che evidentemente condividono anche lo stesso cruccio.

Fabio Grilli

URLO novembre 2012


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